What if…? – Perché chiamarlo catastrofismo sembrava brutto

Avvisiamo che l’articolo contiene spoiler.

Dopo 9 settimane possiamo affermare che What if…? non è stata per nulla come ce l’aspettavamo. La prima serie post-Loki, con l’arduo compito di gettare le basi del multiverso, è approdata su Disney+ con tutti i tratti di una serie antologica, ma che alla fine così antologica non è.

Tutti gli episodi vengono introdotti dalla misteriosa figura dell’Osservatore, un’entità super partes che si limita ad osservare queste molteplici realtà. Ed è così che vengono mostrate una serie di universi alternativi, sviluppati a partire da alterazioni del corso degli eventi come i fan del MCU li hanno conosciuti fino ad ora: Peggy Carter riceve il siero al posto di Steve Rogers, Odino riporta un piccolo Loki ai suoi genitori, gli Avengers vengono infettati e diventano zombie.

La resa degli episodi è altalenante: alcuni offrono effettivamente degli scorci insoliti, altri finiscono per ricalcare fin troppo i film da cui si dovrebbero distaccare per fornire degli spunti interessanti e diciamo che, in generale, tutti gli episodi hanno finito per fornire finali che in confronto Leopardi cantava Singing in the Rain mentre osservava il Vesuvio e pensava alle ginestre. Questa non è necessariamente una cosa negativa, ma un minimo di diversità non ci sarebbe dispiaciuta e avrebbe dato alla serie maggiore tridimensionalità. Inoltre, con mille personaggi, spiegatemi perché questa ostinazione nell’uccidere ripetutamente Tony Stark. Ma un universo alternativo in cui sopravvive no?

Mentre aspettiamo chiarimenti da Dr. Strange, affrontiamo il chitauro nella stanza, la scelta che ha effettivamente declassato What if…? da esperimento narrativo originale ad ennesima declinazione dell’approccio standard del MCU: questa inversione ad U a 180 km/h da serie antologica a serie non antologica. É nel momento in cui si comprendere che le varie trame verranno ad incontrarsi che cominciano i problemi. Viene rivelato un antagonista comune, peraltro l’ennesima macchietta narrativamente debole (che è lo stesso esatto problema dell’Ultron del film) che fa fare un enorme passo indietro rispetto a Thanos e agli antagonisti delle serie Marvel. In questo momento viene dimostrata una totale incapacità di creare un prodotto solido fine a se stesso e viene , ancora una volta, abbracciata questa profonda convinzione, totalmente immotivata, che i fan desiderino che sia TUTTO collegato e che non saranno soddisfatti da una serie di episodi autoconclusivi.

Nonostante un lavoro che è visivamente accattivante e alcuni episodi che stimolano la curiosità dello spettatore, e che singolarmente possono essere giudicati in maniera molto positiva, nel complesso la Marvel si fa scappare la possibilità di fare un lavoro di introspezione come quello portato avanti nelle serie proposte fino ad ora su Disney+. What if…? non è una serie da valutare negativamente, anzi ha molti punti di forza, ma finisce per soddisfare le aspettative soltanto a metà, rifugiandosi nel familiare, invece che sfruttare al massimo l’originalità che la prerogativa stessa della serie concede.

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