Jungle Cruise: visto come è iniziata ci è andata di lusso

Ammettiamolo. Quando ti dicono che faranno un film basato su un’attrazione di un parco giochi il primo pensiero che attraversa la mente, a caldo, è uno solo: perché?

Il mondo lì fuori è pieno di idee che aspettano solo di essere esplorate e la recente tendenza della Disney a ripetersi in un loop infinito, tra film Marvel come se piovesse e remake di lungometraggi animati, che stavano più che bene nella loro versione originale, non era esattamente la migliore delle premesse per la riuscita di questo film, che abbiamo approcciato con calcolata reticenza.

Ma mancavamo al cinema dall’alba dei tempi e il richiamo della sala era troppo forte per essere ignorato e quindi eccoci qui a parlarvi di Jungle Cruise, nelle sale dal 28 Luglio e in contemporanea su Disney+ con Accesso Vip.

Tutto ha inizio quando, nel XVI secolo, un gruppo di conquistadores spagnoli decide di addentrarsi nella foresta amazzonica alla ricerca delle Lacrime della Luna, petali di fiori dai fantomatici poteri curativi. Non volendo desistere nella loro ricerca, si danno ad azioni decisamente riprovevoli e vengono maledetti e relegati alle sponde del fiume che stavano percorrendo per tutta l’eternità.

Flashforward. 1916. La biologa Lily Houghton, insieme a suo fratello MacGregor, si mette in viaggio da Londra al Sud America alla ricerca degli stessi petali, ingaggiando Frank per risalire il fiume con la sua barca. Non dovranno vedersela solo con i pericoli della foresta, ma anche con inquietanti nobili tedeschi ed entità vendicativi, che non renderanno facile il recupero delle Lacrime della Luna.

La storia, seppur a tratti decisamente ingenua, procede con un ottimo ritmo, senza lasciare mai troppo a lungo lo spettatore in balia di domande senza risposta e momenti morti, che rischiano di spostare l’attenzione su eventuali buchi di trama. Jungle Cruise ci spiega tutto ciò che dobbiamo sapere a tempo debito, impacchettando tutto con un bel fiocco e permettendoci di restare comodamente rilassati a goderci il viaggio iper colorato attraverso la foresta amazzonica. Questo film è il figlio di Pirati dei Caraibi e di Indiana Jones, che arriva all’arrembaggio sfoggiando i lati migliori dei suoi genitori, che ormai arrancano da un pezzo.

Ma la vera sorpresa del film è l’accoppiata Emily Blunt e Dwayne Johnson. Un duo su cui nutrivamo tantissimi dubbi e che sulla carta non avrebbe mai potuto funzionare; invece, tra lo sconcerto generale, cioè il mio e quello dell’unica altra persona in sala con me durante la visione, c’è chimica. Nell’essere uno l’opposto dell’altro finiscono per completarsi a vicenda, mettendo in piedi un ritmo comico che sarebbe potuto scivolare nel demenziale, se ci fosse stato qualcun altro al loro posto. La fluidità nelle loro interazioni, che maschera benissimo la poca profondità della trama, è a tratti quasi cartoonesca e in alcuni momenti si ha l’impressione di trovarsi davanti allo show di un duo comico d’altri tempi. É questo approccio alla recitazione leggermente sopra le righe, che si muove sul pericoloso confine dell’overacting, a rendere così piacevoli anche il personaggio secondario di MacGregor, interpretato dal comico Jack Whitehall, e l’antagonista principale Joachim di Prussia( uno scatenato Jesse Plemons).

Anche il reparto tecnico, dalla fotografia al montaggio, ha lavorato per offrire un film visivamente accattivante e vedere così tanti colori sullo schermo regala sempre una sensazione di euforia. Ma i complimenti vanno soprattutto alla colonna sonora di James Howard, che non potrebbe deluderci neanche se volesse, regalando un paio di sorprese inaspettate all’interno della colonna sonora e confermando al mondo che quando si tratta di film d’avventura è lui la persona da chiamare.

In conclusione, Jungle Cruise è da inserire nelle dinamiche di uno studio che produce contenuti mainstream come la Disney ma, a paragone con gli altri live-action dello studio, riesce a brillare grazie ad una nota di autenticità che mancava totalmente agli ultimi film della casa di Topolino e regalerà certamente una serata di risate in compagnia.

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