Loki 1×02: la massima espressione del Chaotic Evil

Secondo episodio per la serie tutta dedicata al Dio dell’Inganno, che arriva ogni mercoledì con un nuovo episodio su Disney+. Alla fine della prima puntata, ci eravamo lasciati con una sorprendente, ma non troppo, rivelazione sulla Variante che si sta divertendo ad incasinare la Sacra Linea Temporale: è Loki. Un’altra versione di Loki. Loki 2.0. Loki2.

Non sono passati neanche due episodi ed ecco che la Marvel burlona comincia già a prendersi gioco di noi. Perché non crediamo neanche per un secondo che la finta fiera medievale nel 1985 sia casuale e non un modo per confonderci tutti a suon di linee temporali. 

Ora che qualcuno si è fatto una sonora risata a nostro discapito ecco arrivare un gruppo di MinuteMen guidati da C-20. E no, questi nomi non hanno un suono familiare solo per voi: vi ricordate la saga dei cyborg di Dragon Ball?

Ma la storia non aspetta noi e i cartoni anni’90: bastano 30 secondi in questa Small Town America per capire che gli agenti della TVA stanno per cadere in una di quelle imboscate alla Loki che ci piacciono tanto. E visto che, fino a questo punto, non eravamo stati autoreferenziali abbastanza, ecco la variante-bis di Loki che incanta C-20 riportandoci sul viale dei ricordi e al lavaggio del cervello ad Occhio di Falco nel lontano e felice 2012. E anche qui, dopo aver fatto fuori tutti, se porta via il comandante del TVA, ruba le cariche di reset e sparisce oltre un portale.

SIIIIIGLAAAAA

Loki è alle prese con il corso d’aggiornamento della TVA, vestito come un pischello al primo giorno di lavoro e con quel disinteresse da saccente in pieno stile Hermione Granger mentre impara Wingardium Leviosa. E mentre noi siamo così contente di vederlo applicarsi al lavoro, 15 secondi dopo libera il Ron Weasley che è in lui e cerca di colpire con una rivista un ologramma di Miss Minutes. Certo che per essere il Dio dell’Inganno ha lo span di attenzione di un criceto.

Mobius annuncia il nuovo attacco e quindi ecco il momento “Suit Up”, ma niente più scudi di vibranio e martelli volanti, solo giacche marroncine con loghi arancioni. Diciamocelo, non il massimo, abbastanza sottotono se consideriamo che ad indossarle è lo stesso tipo che se ne andava in giro con inconspicue corna dorate.

B-15 continua a bullizzare Loki, secondo noi è ancora arrabbiata per la storia del collare, ma Mobius per qualche oscuro motivo sembra fidarsi del Dio dell’Inganno, nonostante conosca meglio di tutti i suoi precedenti. Bah. Sarà il suo funerale.

La cosa interessante è che Loki è una variante abbastanza famosa al TVA, comparendo molteplici volte con aspetto più o meno simile al Loki che conosciamo, per mandare in fumo la Sacra Linea Temporale o come cavolo si chiama. Recidivo anche in questo.

L’intera brigata arriva alla fiera medievale di Small Town, America del 1985 e qui Loki comincia con uno dei suoi soliti lunghi monologhi, che hanno la tendenza ad essere specchietti per le allodole che precedono una delle sue classiche pugnalate alle spalle…

…Ed infatti, non sarebbe stato Loki se non ci avesse provato a fregare tutti e arrivare ai Custodi del Tempo senza passare dal via.

Mobius però è fermo nella sua convinzione di poterlo usare per arrivare alla sua ennesima Variante e convince la giudice Renslayer a dargli un’altra chance con lui, come un prof che chiede di salvare un ragazzo problematico nei teen drama. Come mai tutta questa bontà immotivata, noi non lo sappiamo, ma la cosa ci puzza.

Loki continua a trascinare il suo partner/terapista verso l’esasperazione. Mobius pensa di poterlo manipolare sbattendogli in faccia una variante ”migliore” di lui per tenerlo motivato e Loki invece pensa di manipolare seguendo un piano tutto suo, che potrebbe o no essere ovvio al collega. Manipolazioneception.

Una gara all’ultimo raggiro.

Sembra il pilot di uno di quei polizieschi in cui all’inizio i colleghi si odiano prima di diventare bff e saltare davanti ad un proiettile per l’altro.

Ma finché non arriveremo a quei livelli di fiducia Mobius lascia Loki agli archivi, senza supervisione, a ricontrollare i rapporti relativi alla Variante della Discordia, sperando che con il suo senso di imbroglione patentato trovi qualcosa che è sfuggito alla TVA.

Tra i documenti su Loki, spicca un rapporto su Ragnarok, la distruzione di Asgard, e qui ci è entrato il sacchetto pieno dell’aspirapolvere in un occhio, perché il Dio dell’Inganno è tutto ironia pungente e spavalderia, poi però ogni tanto prende il coccolone pure a lui e piange e a quel punto non riusciamo a trattenerci e piangiamo anche noi. E poi vederlo super triste e cercare di non farsi vedere con gli occhi lucidi è ancora più triste e il cuore ci si spezza un pochino.

Con la tristezza dilagante, però sembra essere arrivata anche l’illuminazione: la Variante si nasconde tra le apocalissi. Da notare come stavolta quando si nomina Ragnarok, e Mobius esprime il suo dispiacere, Loki si limita ad un “sì, molto triste” cercando di suonare apatico, fallendo miseramente: un’altra crepa nel nostro cuore.

Ed ecco che, usando un’insalata, del sale, del pepe e del latte, Loki spiega come una Variante potrebbe nascondersi a ridosso di un’apocalisse senza allertare il TVA, perché a fronte di una distruzione totale le alterazioni minori sono prive di conseguenze. Il concetto è chiaro e il pranzo di Mobius si è immolato sull’altare delle metafore.

Per testare la teoria Loki chiede di essere portato a ridosso di un’apocalisse, in fondo cosa potrebbe mai andare storto?

Il suo collega però vorrebbe davvero evitare di farsi pugnalare alle spalle, ma Loki lo convince ricordandogli che più di tradire la gente a Loki piace avere ragione. Severo, ma giusto nella sua autoanalisi.

E quindi eccoci a Pompei nel 79 d.C e nonostante tutto ci sentiamo un po’ a casa.

É il momento di provocare una piccola variazione a ridosso di un’eruzione vulcanica: Loki, che non se lo fa ripetere due volte, corre per strada, libera delle capre ed annuncia la fine del mondo urlando in latino. E finalmente è tornato nel suo elemento, felice come una pasqua mentre porta scompiglio. Poi allo stesso tempo conferma la sua teoria, ma quello è un plus.

Tornati alla TVA cominciano la ricerca dell’apocalisse incriminata che nasconde la Variante. E tra un pausa e l’altra Mobius e Loki fanno il loro dialogo impegnato sulla creazione, fine del mondo, caos e tutte quelle cose che ci fanno capire che in fondo sono due esseri mediamente intelligenti. E ci sentiamo di dire che a questo punto sono quasi amici, o meno nemici, partner non attivamente impegnati ad urtarsi a vicenda?

Ed è discutendo con Loki del fatto che l’avesse chiamato “bambino impaurito” che Mobius si illumina come Nicola Tesla e ricorda le caramelle del bambino nella cattedrale francese del XVI secolo. Rintracciando l’origine dei dolcetti capiscono che l’apocalisse che cercano è avvenuta tra il 2048 e il 2051 e cominciano una piccola competizione amichevole per cercare l’evento catastrofico giusto.

E vedere Loki con lo sguardo da bimbo soddisfatto che si aspetta un patpat sulla testa e Mobius che gli fa i complimenti mentre il nostro piccolo asgardiano tutto fiero gonfia il petto è davvero un momento dolce. Loro negheranno, ma era dolce.

L’allegro duo e la meno allegra B-15 arrivano a ridosso di un’evento catastrofico, un uragano, in Alabama nel 2050. La Variante si nasconde all’interno di un grande magazzino e, come ci si può aspettare da Loki, sa che la TVA sta arrivando e ha messo in piedi un bel teatro di marionette… umane.

Mentre i MinuteMan non sanno che Variante prendere, si arriva ad un faccia a faccia Loki contro Loki, anzi Loki contro Lady Loki. Due ego spropositati fin troppo vicini tra loro, tutti e due convinti di essere il Dio dell’Inganno più intelligente e decisi a dimostrarlo all’altro perché non solo sono megalomani, ma pure permalosetti.

Lady Loki, decisa a vincere il round, attiva tutte le cariche di reset contemporaneamente, bombardando la Sacra Linea Temporale e gettando la TVA nel panico. Sparisce in un portale, seguita da Loki, sotto gli sguardi sbigottiti degli agenti della TVA che non hanno idea di cosa diamine stia succedendo.

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