Loki 1×01: I beg you pardon?

Tom Hiddleston disse:

“Wednesdays are the new Fridays”.

E così fu.

Per il Dio degli Inganni Disney+ cambia giorno: Loki ha debuttato mercoledì 9 Giugno, con il primo episodio dell’ultima delle prime tre serie Marvel prodotte per la piattaforma di streaming della casa di Topolino.

Non ci vergogniamo nel dire di essere Team Loki dall’inizio dei tempi e di esserci arrabbiate non poco quando i Russo Bros. hanno accoppato il nostro personaggio preferito di sempre a 5 minuti dall’inizio di Infinity War. E no, nonostante il nostro trickster preferito sia tornato, questo tradimento a Kevin Feige e i Russo non l’abbiamo ancora perdonato, né mai lo faremo.

Quindi ci siamo gettate su questa nuova serie con la stessa gioia con cui Thor saluta Hulk quando si incontrano su Saakar.

Tutto ha inizio nel lontano 2012, quando gli Avengers, piccoli cuccioli innocenti, credevano davvero che il loro problema più grande fosse il fratello minore di Thor coi daddy issues. Tutto poi continua con quella caciara di viaggio indietro nel tempo di Endgame, che per amor di decenza evitiamo di commentare, ed ecco che, per la terza volta SIGNORI, Loki se ruba il Tesseract e sparisce nel fumo come in un trucco del Mago Silvan.

SSSSTTAAAAACCCCOOOOO

Loki si trasforma in un raggio missile coi circuiti di mille valvole, tra le stelle sprinta e va e si schianta come un asteroide nel Deserto dei Gobi.

Una sogliola spiaggiata.

E mentre si sta riprendendo in mezzo al deserto, che secondo noi non ha mai visto tanta gente tutta insieme, si aprono dei portali abbastanza basic e si presentano degli individui misteriosi, a metà tra la SWAT e Man in Black, che arrestano Loki. E fin qui nulla di nuovo, poi però lo accusano di “Crimini contro la Sacra Linea Temporale” e questo cattura la nostra attenzione…

Nella confusione generale, questi tipi, che a giudicare dallo slow motion eccessivo controllano il tempo, mettono un collare ad un dio, “resettano la linea temporale” e spariscono nel nulla. Altro che Flint a spasso nel tempo.

Affidato ad una di questi resettatori di linee temporali, B-15, Loki si ritrova in un posto a metà tra un bunker e un ufficio degli anni’60 con un disperato bisogno di un interior designer.

Qui sono chiare due cose: questi tipi non hanno alcuna idea di cosa sia il Tesseract, visto che lo archiviano come “prova” senza degnarlo di uno sguardo, e il collare in qualche modo permette di far fare rewind ai movimenti di Loki a comando con un telecomando. A Tony Stark piace quest’elemento.

Ha inizio per Loki un percorso a metà tra un incubo burocratico e il peggior tribunale di sempre: un robot inquietante gli brucia i vestiti, facendolo finire con un uniforme di un colore che non gli dona per niente (Miranda Priestly does not approve); si ritrova davanti un impiegato ossessionato dai gatti che, gli mette davanti una pila di fogli infinita e se ne esce con “firmi a conferma che è tutto ciò che ha mai detto” e se ripensate a quanto parla Loki e a quanti anni ha…. Infine, si ritrova davanti una sorta di metal detector con un tizio che gli chiede se è sicuro di non essere un robot e di avere un’anima: naturalmente Loki, essendo Loki, comincia a farsi mille quesiti esistenziali sulla sua natura più o meno organica e ci ricorda tanto noi al quarto anno di liceo alle prese con filosofia e Cogito ergo sum.

Finalmente, mentre ci sembra di essere all’agenzia delle entrate, un inquietante cartone animato (in pieno stile Jetsons) con protagonista Miss Minutes comincia a rispondere a qualcuna delle nostre domande su questa Time Variance Authority, che sembra ospitare il nostro dio preferito. Ci sono le linee temporali, i Custodi del Tempo e una serie di riferimenti a WandaVision e Dr.Strange in the Multiverse of Madness che faranno la gioia di voi complottisti della Marvel. Viene anche spiegato perché Loki si trova lì: è una Variante, scappando con il Tesseract ha deviato dalla linea temporale prestabilita e quindi deve essere eliminato.

Purtroppo, però, tra tutti questi paroloni ci sono anche le quattro sillabe in grado di terrorizzare i fan di fumetti e cinecomic da ogni angolo del globo: MULTIVERSO.

Senza offesa, ma già con una sola linea temporale non ci siamo mai trovati con i conti, glissiamo su Endgame e diamolo per buono perché poi si apre una parentesi infinita e non siamo qui per questo, ma il Multiverso ha una tendenza distruttiva non insignificante, che porta spesso al caos generale. Cavolo la DC/CW non vi ha insegnato niente.

Per farci capire che questa storia della Sacra Linea Temporale è effettivamente seria, ci facciamo un bel salto temporale in una chiesa del 1549, con questo bell’odore di inquisizione nell’aria. Siamo in una chiesa, dove un gruppo di uomini del TVA è stato barbaramente ucciso mentre intervenivano su un evento NEXUS. Quindi altri uomini del TVA sono piombati nella Francia del XVI secolo a mo di CSI, guidati dall’agente Mobius, cominciando a parlare di un fantomatico “lui” che ha già attaccato diversi gruppi di questi Power Ranger del Tempo e rubato la carica di reset che permette di eliminare l’anomalia temporale.

Mentre esaminano la chiesa appare un bambino che, alla domanda su chi sia stato a uccidere gli uomini, punta il dito contro una vetrata che rappresenta il diavolo. Poco letterale insomma. Interessante notare che dopo l’omicidio, il sopracitato demone ha speso tempo regalando caramelle dall’ambiguo colore blu che siamo certa non fossero sul mercato nell’Età Moderna. Mentre stanno per tornarsene a casa (?), si apre un nuovo portale e un tale non identificato porta a Mobius il file di Loki.

Si ritorna nella landa desolata della burocrazia, in cui Loki è a processo per qualcosa, peccato che nessuno abbia capito esattamente cosa. Loki incluso, ed è strano perché siamo certe che nonostante tutto lui sappia discernere le cattive azioni dalle buone: vederlo confuso perché non sa per quale motivo sia lì e domandare come sia possibile che lui sia nei guai mentre gli Avengers si sono divertiti a giocare a Doctor Who. E dobbiamo ammettere che ce lo stiamo chiedendo tutte. Gli Avengers sono un po’ come Harry Potter, che infrangeva le regole e poi si beccava anche punti per Grifondoro da Silente.

E visto che per Loki le cose possono sempre peggiorare, scopre anche di non riuscire ad usare i suoi poteri all’interno del TVA, dando tanto l’impressione di uno che in spiaggia nel lontano 2001 preso si dedica al ballo di gruppo.

Mobius però arriva al salvataggio, non si sa esattamente per quale motivo, e fa un po’ da Virgilio a Loki all’interno del TVA. E noi lo vediamo già il potenziale del comic duo alla Gianni e Pinotto, Cip e Ciop, Franco e Ciccio, Totò e Peppino…

Mobius porta Loki al Time Theatre, spiegandogli che il suo compito è di occuparsi di varianti pericolose. E no, Loki non è una di queste.

Dopo aver seriamente ferito il suo ego, Mobius inizia con Loki quella che si può solo definire una seduta di psicanalisi. Cominciamo con gli eventi del primo Avengers, in cui non è che era andata proprio alla grande al dio dell’inganno. Ma ci sono anche momenti più spensierati in cui Loki è D.B. Cooper, costretto a fare un piccolo “scherzo” agli umani dopo aver perso una scommessa con Thor. Asgardiani burloni!

Mobius però vuole scavare più a fondo, vuole capire perché Loki si comporta così, inganna e scappa, e quindi è il momento di tirare fuori l’artiglieria pesante. Pesante per i feels, naturalmente. E quindi morte di Frigga sia.

Lo sappiamo tutte che Loki era il cocco di mamma e quindi ecco i feels che ci sommergono, Loki quasi piange, quasi piangiamo pure noi. E Mobius che gli chiede “Ti piace fare del male alle persone?” forse dovrebbe rivalutare la situazione perché altrimenti fa la fine di Coulson. Inoltre, dirgli che è destinato ad essere cattivo è un tantino superficiale e anche fuori luogo, considerando cosa hanno fatto i Russo e Feige due anni fa: ci avevamo messo 4 film a creare la broship della vita, soltanto per vederla calpestata in 3 minuti di sceneggiatura meh.

La seduta comincia a portare dei risultati, la maschera di Loki sembrerebbe mostrare qualche crepa e vediamo già Mobius darsi una pacca sulla spalla da solo, ma viene interrotto da B-15 con l’old but gold “c’è un problema”. E a questo punto l’agente, pora stella, dice al dio dell’Inganno “Non andare in giro”.

Torna dopo 5 secondi, Loki è sparito e si è pure fregato il telecomando.

A.D.O.R.O.

Loki minaccia un povero impiegato per riavere il Tesseract, solo per scoprire che, apparentemente, alla TVA hanno tantissime Gemme dell’Infinito da usare come fermacarte.

Fermacarte.

FERMACARTE.

FERMACARTE.

Voi ci state dicendo che queste pietre per cui ci struggiamo dalla Fase 1, dai tempi di Iron Man 2, che ci sfracassano i pixel dagli albori di Captain America nella Seconda Guerra Mondiale, a causa delle quali abbiamo buttato Gamora E Natasha giù da una rupe su un pianeta sconosciuto, abbiamo perso il Loki con un minimo di stabilità e il solo e unico Iron Man VENGONO USATE COME FERMACARTE!

Neanche Loki la prende benissimo e torna al Time Theatre dove, accompagnato da una sad violin tune torna a guardare la morte di sua madre.

E poi quella di Odino.

Il ricongiungimento con Thor.

La sua morte per tentare di salvare il fratello.

Si spezza anche il nostro cuore e Loki non ha mai meritato tanto un abbraccio prima d’ora.

A distruggere l’atmosfera arriva B-15, che prova a sopraffare di nuovo il dio dell’inganno, ma stavolta le va male. Loki si libera dal collare e lo mette a lei, divertendosi non poco a prendersi una piccola rivincita. La parte più maliziosa di noi l’ha trovato decisamente divertente.

Ma fa più ridere vedere Mobius tornare e dire “Non puoi più scappare” quando è stato Loki a tornare indietro.

La situazione torna seria in fretta e finalmente questa seduta di psicanalisi si può concludere, Loki risponde alla domanda fatta da Mobius sul fare del male alle persone e lui finalmente gli confida perché ha bisogno del suo aiuto. La variante pericolosa a cui sta dando la caccia è lui. Loki. Teatrale in tutto e per tutto. Due varianti al prezzo di una. BINGO!

Lui è anche sorpreso, noi non così tanto ad essere oneste.

Oklahoma, 1825. I tizi del TVA saranno pure i Power Ranger del Tempo, ma non si può dire che brillino di perspicacia. Mentre sistemano un’anomalia temporale vedono una figura incappucciata nell’ombra e mica pensano “toh, potrebbe essere quella variante pericolosa che ci fa fuori”. NO. In pieno stile Dora l’esploratrice si incamminano verso l’individuo macabro, che lancia la lanterna che ha in mano su un prato irrigato di petrolio, uccidendo gli agenti della TVA e rubando un’altra carica di reset.

Qui termina il primo episodio di Loki, che dobbiamo ammettere è stato davvero straordinario e con un equilibrio tra commedia e dramma da invidiare. Non vediamo l’ora di vedere come si evolverò la storia del nostro trickster preferito.

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