Love, Death & Robots Vol.2 : Animazioni 1 – Narrazione 0

Il 14 Maggio è approdato su Netflix l’attesissimo secondo volume di cortometraggi animati Love, Death & Robots.

Il primo volume, composto da 18 episodi, ha attirato ricevuto il favore della critica, grazie alla varietà di stili, le animazioni straordinarie, alle storie proposte e alla decisione di sviluppare un contenuto maturo e dai temi complessi.

Questo secondo volume, composto da 8 episodi, è approdato online tra altissime aspettative, mantenute in alcuni momenti e deluse in altri, ma riuscendo a riproporre lavori dagli studi di animazione più disparati e proponendo, di nuovo, cortometraggi di altissima qualità.

Qualità, però, non è sempre sinonimo di originalità e, purtroppo, per quanto riguarda la narrazione, questo secondo volume non riesce ad essere d’impatto quanto il primo. Nonostante alcuni dei corti offrano spunti interessanti e anche temi filosofici di un certo spessore, per la maggior parte dei nuovi lavori proposti, prevalentemente dalle ambientazioni distopiche, si ha sempre l’impressione che il lavoro finale sia soltanto l’incipit di una storia più ampia e non un cortometraggio autoconclusivo. Naturalmente alcuni episodi, come The Drowned Giant e Ice, riescono a condensare in meno di venti minuti racconti dall’alto contenuto simbolico, ma generalmente questo Volume 2 manca di profondità e introspezione e si è sentita la mancanza di spunti riflessivi più articolati.

Un altro evidente problema riguarda la grafica, sicuramente meno diversificata rispetto al primo volume, che aveva presentato approcci all’animazione totalmente eterogenei tra di loro, senza semplicemente rifugiarsi nelle sicure braccia dell’animazione iper-realistica in 3D. Naturalmente questo non ha impedito alla nostra mascella di cadere al suolo dopo aver visto i risultati di episodi come Snow in the Desert che, nonostante le possibili critiche al contenuto, toglie visivamente il fiato ed è un’indiscussa gioia per gli occhi.

Sono lavori come questo a far sorgere un altro problema di questo Volume 2 di Love, Death & Robots: il valore della grafica che mette all’angolo il valore di una narrazione potente; c’è un totale dislivello tra le due componenti dei cortometraggi. Tutti gli 8 episodi sono graficamente ineccepibili, non c’è nulla che si possa dire a proposito, ma proprio questa perfezione fa nascere il dubbio che l’attenzione sia stata rivolta tutta alla resa visiva, lasciando che la sceneggiatura andasse alla deriva.

L’esperimento di una serie antologica di cortometraggi animati resta incredibilmente interessante, ma in questo Volume 2 la vena sperimentale che contraddistingueva il Volume 1, e che rendeva Love,Death & Robots una spanna sopra tutti gli altri cortometraggi animati in circolazione, sembra essersi esaurita, preferendo la via della convenzionalità.

Nonostante i difetti riscontrati, però, Love, Death & Robots resta un progetto da assaporare, specialmente considerando il Volume 3 già in programma e l’impostazione, mutaforma per natura, della serie, che potrebbe facilmente tornare all’eccellenza del Volume 1, regalandoci nuove chicche animate.

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