Shadow and Bone (SPOILER)

Bentrovati! Oggi andiamo a parlare di una delle serie più attese dell’ultimo periodo, ovvero Shadow and Bone, tratta dai libri di Leigh Bardugo, scrittrice della Grisha trilogy e di Six of Crows.

Ammettiamo di non aver avuto ancora modo di leggere i libri in questione ma questo non ci ha fermate dal prendere visione della serie tv.

Questa recensione conterrà spoiler, quindi chi non avesse letto i libri o visto la serie è pregato di non continuare la lettura di questo articolo, nel caso affrontatelo in seguito.

Siamo all’interno di un universo magico dove esistono gli umani e i Grisha, ovvero persone dotate fin dalla nascita di incredibili poteri che in parte causano terrore e discriminazione.

I Grisha si dividono in:

  • Corporalki, l’ordine dei vivi e dei morti, composti dagli Healers/Guaritori, gli Heartrenders/Spaccacuori in grado di rallentare, fermare o accelerare il battito del cuore umano e i Tailors che possono alterare l’aspetto delle persone.
  • Etherealki, l’ordine degli evocatori, composti dagli Squallers/evocatori del vento, gli Inferni in grado di evocare il fuoco, i Tidemakers ovvero gli evocatori di maree e i Sun Sommer e Shadow Sommer, rispettivamente evocaluce e evocatenebre che sono molto rari.
  • Materialki, l’ordine dei costruttori, composti dai Durast/manipolatori di tutto ciò che è solido e dagli Alkemi ovvero manipolatori di sostanze chimiche.

La nostra protagonista è Alina Starkov, cresciuta insieme all’amico Mal in un orfanotrofio. Terrorizzati al pensiero di separarsi, inizialmente non vogliono sostenere l’esame per scoprire o meno di essere dei Grisha. In seguito l’esame, basato sulla percezione o meno di un dolore fisico, verrà sostenuto lo stesso ma, a causa di un taglio auto procuratosi in precedenza, la bambina non scoprirà la sua vera natura.

Gli anni passano e i due ragazzi diventano dei cartografi diretti verso la Faglia/ The Fold o The Unsea, una barriera oscura che divide in due il loro mondo. La leggenda vuole che sia stata creata da un antico Shadow Sommer a causa della smania di potere. Al suo interno vi sono solo oscurità e dei mostri chiamati Volcra, pronti ad attaccare chi gli si para davanti.

Alina, sempre spaventata al pensiero di dividersi da Mal, si propone volontaria per attraversare insieme a lui e ad un’altra unità, la Faglia. Nel tentativo di salvare l’amico, la ragazza sprigiona un potere di cui non era a conoscenza, ovvero scopre di essere un’evocaluce, una Grisha molto rara. Questo potere farà gola a molti, che la proclameranno la futura salvatrice del loro mondo, perché solo il suo potere può distruggere la Faglia. La ragazza farà la conoscenza del (molto) affascinante Generale Kirigan, uno Shadow Sommer discendente del colpevole della creazione della Faglia che la condurrà al Piccolo Palazzo per presentarla al Re.

Ben presto, dopo un momento di avvinamento forse amoroso (o meglio lussurioso) nei confronti del Generale Kirigan, la ragazza scoprirà che lui è l’unico e solo Shadow Sommer colpevole della Faglia. Aiutata dalla madre di Alexzander, vero nome di Kirigan, Alina scappa per poi riunirsi con Mal nella ricerca di un sacro cervo in grado di amplificare i poteri del Grisha che si impossesserà per primo delle sue corna.

Passando dall’altra parte della Faglia, facciamo la conoscenza di una sgangherata banda di ladri capitanata da Kaz Brekker, detto Manisporche. Completano il trio un tiratore chiamato Jesper e un’acrobata nonché spia di nome Inej. Ai tre viene dato l’incarico di catturare Alina, in cambio di tanti soldi. Il trio la troverà una volta fuggita dal Piccolo Palazzo, ma a causa della fede di Inej, che come molti l’ha soprannominata Sankta Alina, la lasceranno andare.

Gli episodi si concludono con il rapimento di Alina da parte di Alexzander – Kirigan per usarla come strumento contro la Faglia, azione che verrà fermata dai ladri e da Mal che riusciranno a salvare la protagonista e a sconfiggere, in parte, lo Shadow Sommer.

La serie segue abbastanza la trama del primo libro della trilogia di Shadow and Bone inerendo al suo interno riferimenti e personaggi di Six of Crows, ovvero Kaz, Jesper e Inej e una Spaccacuori di nome Nina.

Pur non avendo letto i libri, la visione non ci è risultata tronca o incomprensibile, anzi, la sceneggiatura è chiara, ben strutturata e scorrevole. L’unica pecca è l’inserimento un po’ confusionario e pigro del personaggio di Nina e di un cacciatore di streghe di nome Matthias, che seguiranno un percorso a parte rispetto agli altri personaggi, che ahimè non li porterà da nessuna parte.

Parliamo delle ambientazioni: sono bellissime, davvero ben create e forse quelle che hanno esaurito maggiormente il budget della serie, dato che si, i costumi sono accurati e belli anch’essi, ma non come le scenografie.

I personaggi che ci hanno convinte di più sono senza dubbio Inej, bellissima, elegante e soprattutto molto umana, Jesper ovvero l’intermezzo comico di cui abbiamo bisogno e Kirigan, a parte il fascino dato da Ben Barnes, ma il suo villain è stato davvero convincente è ben caratterizzato.

La serie ci ha molto intrattenute e rilassate a volte, date le atmosfere scure e la colonna sonora interessante. La consigliamo? si, e attendiamo con trepidazione la seconda stagione!

Alla prossima recensione!

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