Cells at work BLACK – tutto un altro corpo (SPOILER)

Rieccoci con una nuova recensione, oggi parliamo di Cells at work BLACK disponibile da quest’anno sul canale Youtube Yamato Video.

“All’interno del corpo umano, circa 37,2 bilioni di cellule sono al lavoro ogni giorno…”

ASPETTA!

Non l’abbiamo già sentita questa frase? Si.

Stiamo parlando dello stesso anime? Si e no.

Cells at work Black, o Code Black è uno spin-off della serie Hataraku Saibou – Cells at work, ma qui il corpo in questione è un pò diverso…

La salute del corpo è davvero cagionevole, gli organi sono infiammati, le cavità ostruite e le cellule lavorano freneticamente senza mai fermarsi. Lo stress è altissimo e il corpo sembra non migliorare mai: il possessore del corpo, un uomo forse di mezza età, fumatore, sedentario e con un’alimentazione molto squilibrata, rischia ogni giorno un pericolo diverso come trombosi, colesterolo molto alto, infezioni etc…

Qui già notiamo una grande differenza con Cells at work: siamo sicuri del sesso del corpo e siamo quasi certi dell’età e dello stato di salute. Nell’anime originario tutto è molto generico e ogni giorno si affrontano problemi a cui tutti noi potremmo essere soggetti durante il corso della nostra vita. In BLACK invece identifichiamo un profilo ben preciso del luogo – persona in cui ci troviamo.

Un’altra grande differenza è il character design dei personaggi. Noi siamo stati abituati a seguire le avventure di una eritrocita e un leucocita, qui invece i ruoli sono invertiti: il nostro protagonista maschile è un eritrocita molto portato per lo studio e preciso nel suo lavoro, sebbene soffra di ansia da prestazione; la nostra leucocita invece è abile, fredda inizialmente verso tutti, e non sbaglia mai un colpo. Intorno a loro restano le altre classiche cellule del sistema immunitario ma anche loro subiscono qualche modifica: le piastrine, da bambini dell’asilo – elementari, assumono le sembianze di studenti delle medie e il loro carattere è un po’ più ribelle; i macrofagi, restano in abbigliamento da maid – cameriere ma ora sono più serie e meno sorridenti; i T Killer sono ancora più palestrati e assumono le sembianze di uomini adulti.

Le tematiche mutano rispetto all’anime da cui deriva, si parla molto di morte, stress portato al limite, stacanovismo, tensione e paura costante. Non esattamente un bel posto in cui vivere…

Una questione di stile che abbiamo notato è che questo spin – off ha un aspetto molto da prodotto Shonen, caratteristica che si nota particolarmente anche dall’opening che ricorda prodotti come My Hero Accademia.

La struttura dell’anime rimane uguale: vi è un pericolo, i linfociti T Killer e i leucociti corrono a sconfiggere il problema con spesso l’aiuto dell’eritrocita protagonista, i macrofagi e le piastrine. Come da manuale, ovviamente, perché funziona più o meno così il corpo umano.

Ma detto ciò, ci è piaciuto questo spin – off? Si e anche tanto! Lo consigliamo moltissimo a tutti i fan di Cells at Work ed Esplorando il corpo umano. L’unica cosa che vogliamo sottolineare, è che personalmente non consiglieremmo questo prodotto ad un pubblico molto giovane dati i temi trattati e la crudezza di alcune scene (tralasciando ovviamente la profonda scollatura di alcuni leucociti femmine).

Grazie di aver letto questa nuova recensione, ci vediamo alla prossima!

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