Niente mimose, ecco invece 9 Film che superano il Test di Bechdel

Quando arriva l’8 Marzo preferiamo lasciare agli altri le mimose e trovare modi di festeggiare che ruotino intorno la nostra attività preferita: guardare film.

Quest’anno abbiamo deciso di proporvi dieci titoli che superano il Bechdel Test. Di cosa si tratta? Il test è un metodo empirico utilizzato per analizzare la presenza e le interazioni dei personaggi femminili all’interno delle storie. É nato, un po’ per caso, nel 1985, come parte di una striscia della fumettista Alison Bechdel e per superarlo una storia del rispettare tre criteri:

  1. Deve avere almeno due personaggi femminili,
  2. Che parlano tra loro,
  3. Di un argomento che non riguardi un uomo.

Dopotutto, non ci sembra di pretendere troppo.

Ocean’s 8 (2018)

Nonostante la protagonista Debbie sia la sorella del famigerato Danny Ocean, questo heist movie è totalmente incentrato sulla relazione tra le tante protagoniste femminili che cercano, tutte insieme, di rapinare il Met durante IL gala dell’anno. Alcuni personaggi maschili sono presenti nel film e alcune relazioni sentimentali vengono superficialmente introdotte, ma vengono presto relegate in un angolo dal gruppo di personaggi principali, che preferisce concentrarsi sul bottino e non ha alcuna intenzione di perdersi in chiacchiere. Efficienti, metodiche e anche un po’ impertinenti, queste “eroine” mettono in piedi un piano fatto su misura per loro, in un film che non perde mai ritmo.

Lilo e Stitch (2002)

Lilo e Stitch è un ottimo esempio di come una storia che ha come protagonisti due personaggi di sesso maschile e femminile possa ritagliare spazio anche per delle interazioni secondarie rilevanti. La relazione di Lilo e Nani è tutto fuorché idilliaca dopo la morte dei genitori, attriti che degenerano all’inizio del film in una litigata epocale in cui molte cose poco carine vengono dette e che culmina con una porta sbattuta in modo poco delicato. Nonostante un inizio problematico, però, la relazione delle due sorelle arricchisce incredibilmente la storia, anche dopo l’entrata in scena di Stitch. Si capisce che Nani ce la sta davvero mettendo tutta e che ha rinunciato a molto per poter crescere Lilo e la scena in cui lei canta una canzone alla sorellina spezza un pochino il cuore.

Alien

E che vi aspettavate? Solo zucchero, cannella e ogni cosa bella?
Alien è horror al femminile per eccellenza. Un film che fin dalla genesi ripropone i ruoli di maschile e femminile, fondendoli, alternandoli e scambiandoli. Partiamo dal fatto che, prima di essere minacciate da un enorme mostro ermafrodito, Ripley e Lambert vivono i sogni di ogni donna moderna:
1) uno stipendio equiparato a ciò che fai, che non venga influenzato dal tuo sesso.
2) un nome che le identifica alla pari di un uomo. No gioia, dolcezza, signorina, bella, piccola, baby, darling e compagnia bella. Ho un cognome. Usalo.
3) Un uomo che “partorisce”, così finalmente potranno dire quanto sia una passeggiata di salute, mettere al mondo un essere. Suggerisco di far provare la cosa a molti personaggi nostrani. Più volte. Ripetutamente. Con tanto di Face Hugger. 😀

Into the Woods

Partiamo dalle cose importanti, c’è Meryl Streep.
Secondo, è un musical. E pure bello. Si passa la giornata a cantare con Cenerentola, che per una volta fa qualcosa oltre a piangere su una panchina. Oppure, se Cenerentola non vi va, c’è la Moglie del Fornaio, prototipo fairy tale starter pack, che in realtà interroga le aspettative sociali mentre uccide giganti e insegue streghe. Infine abbiamo una finta-angelica Cappuccetto Rosso, che ci fa capire che sì, il mondo è un posto pericoloso, ma ciò non significa che si debba restare fermi in attesa di essere salvate ogni singola volta. Dopotutto, si può essere ingenui fino ad un certo punto, poi pure a te viene l’istinto di menare, o no?

Wolfwalkers (2020)

Il film rivelazione del 2020 narra la storia di due ragazze, una figlia di un cacciatore e l’altra di una creatura mutaforma capace di diventare un lupo a suo piacimento. Potrebbero essere nemiche, ma il loro rapporto cambia e diventerà una grande amicizia. Non ci sono legami amorosi in questo film, il tema ricorrente è la scoperta del proprio io e l’importanza di avere una famiglia e di tenerla al sicuro. La pellicola, per incuriosirvi ancora di più, è in animazione 2D e dai tratti particolari, con una prospettiva sempre insolita da ritrarre i paesaggi in lontananza sempre dall’alto. Film molto consigliato sia per i temi che per la bellezza visiva che vi propone.

La Tigre e il Dragone (2000)

Nonostante Li Mu Bai sia il protagonista di questo wuxia diretto da Ang Lee, Shu Lien e Jen sono due personaggi femminili super cazzuti che si ritagliano con prepotenza il loro spazio nel film, lasciando ben poco spazio a tutti gli altri. Anche il personaggio principale finisce relegato in un angolo, perché è la complessa relazione che si instaura tra queste due donne a trainare tutto il film: entrambe figure dalle eccezionali capacità, con ben chiari i loro obiettivi e che si riconoscono, anche se solo in parte, l’una nell’altra. La scena del loro combattimento è ancora oggi, dopo venti anni, di una bellezza straordinaria e una grande espressione del genere wuxia.

Enola Holmes (2020)

Il rapporto fra Enola e sua madre è basato su insegnamenti che, per l’epoca in cui sono stati rappresentati, sarebbero definiti anticonformisti: basati sul gioco, il tiro con l’arco, lo studio e le arti marziali. Questi fondamenti saranno necessari per la vita della ragazza, che affronterà misteri, nemici astuti e sanguinari. Eudoria Holmes, la madre di Enola, non si può definire una madre classica, ma non per questo non amorevole, anzi! Ha insegnato alla figlia tutto ciò e il loro legame non potrebbe essere più stretto.

La città incantata

Questo film ha così tante chiavi di lettura che ci si potrebbe scrivere un saggio (cosa che ho fatto *winkwink*), ma in poche righe vi diciamo solo questo: la piccola Chihiro, nichilista sin dalla preadolescenza, si ritrova sola in una realtà estremamente consumista che la spoglia della sua individualità, rendendola un numero tra i tanti (Sen significa mille). Chihiro dovrà guadagnarsi il diritto di esistere, in questa età sospesa tra la bambina e la donna, imparando l’autonomia, la tenacia e la perseveranza, senza sfociare nella passività di una semplice sognatrice.

Gretel e Hansel (2020)

Sappiamo che questo non sia il miglior film del suo anno ma una cosa è certa: presenta due figure femminili forti, sicure di sé che si scontrano e si affrontano per far valere la forza di una sull’altra. La strega, nel suo essere malvagia, si presta a mentore per Gretel e le insegnerà la sua magia e le spiegherà come la donna abbia un potere dentro di sé che nessuno dovrebbe limitare. La forza qui è Donna, il film è caratterizzato solo da donne forti, come la figlia della strega che abbracciando il male trova la sua realizzazione.

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