Carmen Sandiego Season 3-4: fatemi capire, mai una gioia anche qui?

Ricordo il 10 Ottobre 2020 quando, piena di speranze, ho aperto Netflix e tutta felice ho posato il mouse sulla terza stagione di Carmen Sandiego, prima di rendermi conto che fosse composta soltanto da 5 episodi.

Considerando che questi 5 episodi sono stati un semplice intermezzo, usato per modificare alcune dinamiche tra i tre gruppi di personaggi che compongono lo show, abbiamo deciso di parlare degli ultimi 15 episodi in un unico articolo.

A ridosso della terza stagione, Carmen comincia la ricerca di sua madre, sulla quale ha pochissime informazioni. Presto, però, è costretta a tornare a concentrarsi sulla V.I.L.E. che, dopo aver trasferito il quartier generale in Scozia, ha ricominciato con i soliti misfatti, introducendo dei nuovi ex-allievi, che ricevono il loro battesimo del fuoco perdendo la dignità in uno scontro con Carmen. Anche all’interno dell’A.C.M.E. ci sono dei cambiamenti rilevanti: il Capo è convinta che la nostra Lady in Red sia con la V.I.L.E.. In disaccordo con lei, Jules lascia l’organizzazione e comincia ad insegnare all’università e il povero Devineaux è costretto a fare tutto da solo, prima di rendersi conto che probabilmente la sua ex-collega aveva sempre avuto ragione sulle buone intenzioni di Carmen Sandiego.

La quarta stagione invece, reintroduce Graham tra i personaggi ricorrenti e si focalizza sulla ricerca di un misterioso tesoro, nascosto dai membri fondatori della V.I.L.E., mentre Carmen e il Capo dell’A.C.M.E. formano un’insolita alleanza. Tutto ciò prima che si scateni l’inferno sulla strada per un finale che, per dirla con un cliché, è l’ansia.

Seriamente. Io ero arrivata a quest’ultima stagione tutta rilassata, voglio dire, è una serie per bambini, non può finire male, no? Eppure, nei limiti dei prodotti adatti a tutti, non è che gli ultimi minuti siano tutta ‘sta gioia.

Speravo che l’ultima serie si sarebbe concentrata di più sulla ricerca della madre di Carmen, con qualche cambiamento delle solite dinamiche delle prime due stagioni che, per quanto piacevoli, finiscono per risultare un po’ ripetitive. Chiaramente si alza la posta in gioco per i protagonisti: i personaggi che hanno passato 3 stagioni seduti dietro un tavolo si danno al crimine in maniera decisamente più attiva e chi fino ad ora è stato semplicemente un ologramma che viene fuori da una penna non è più soltanto una proiezione tridimensionale, ma non accade nulla di davvero trascendentale.

I tantissimi spunti dell’ultima stagione vengono solamente accennati, relegati ad un filone che si estingue in un paio di episodi, invece che sfruttati al massimo delle loro capacità, finendo per non regalarmi il brio che mi aspettavo.

Nonostante i protagonisti debbano faticare per sopravvivere, questi ultimi episodi non riescono a portare una sferzata di novità necessaria per chiudere la serie con la stessa dose di soddisfazione che aveva accompagnato le prime stagioni. Nonostante barcolli, però, la stagione finale funziona quanto basta, sfruttando i personaggi istintivamente esilaranti e lo stile delle animazioni che resta accattivante e colorato.

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