Fate: The Winx Saga – Non le nostre fate (SPOILER)

Oggi andiamo a recensire una serie di quest’anno che ha fatto molto parlare di sé…Stiamo parlando di Fate: The Winx Saga. Partiamo dal fatto che non ci aspettavamo molto da questo prodotto, avevamo già il sospetto che fosse una serie a parer nostro un pò strana e simile ad altre già viste. Ma parliamone nel dettaglio.

Bloom, giovane fata del fuoco, arriva al College di Alfea per studiare e imparare ad usare i suoi poteri. Qui conosce Sky che si becca subito una bella accusa di mansplaining a gratis, senza aver fatto niente di male visto che voleva solo farle vedere la struttura. Incontra poi le sue nuove compagne di stanza: Aisha, Musa, Stella e Terra. E voi direte, chi è Terra? E’ la CUGINA di Flora che, probabilmente aveva ben altro da fare piuttosto che iscriversi ad una scuola per fate, ma va bene così. Ma soprattutto… Dov’è Tecna? Non lo sapremo mai probabilmente. La stanza in cui alloggeranno si chiama Suite delle Winx (o qualcosa di simile) e questo nome lo useranno anche per la chat di gruppo. Annotato? Bene! Perché finiscono qua le citazioni al nome Winx.

La preside è Farah (- gonda) Dowling che funge anche da insegnante di forse “padroneggiamento dei poteri” o roba simile, gli unici altri docenti sono Saul Silva (un Robert James- Collier direttamente da Downton Abbey) che si occupa dell’addestramento degli Specialisti e Ben Harvey, padre di Terra, che insegna botanica. Basta, finiti i professori. Giusto, non serve altro alle nuove generazioni di fate, ci sembra corretto. Chissà come mai i vostri poteri si sono così tanto indeboliti da non poter far manifestare nemmeno le ali. MISTERO!

Il conflitto della trama nel complesso è il seguente: ci sono dei mostri chiamati I BRUCIATI oltre la barriera/campo di forza che divide Alfea dal resto del mondo magico e non (se abbiamo capito bene). Queste creature sono state risvegliate dalla comparsa di un changeling, ovvero Bloom, e devono essere fermate.

Non vediamo praticamente mai un modo che hanno gli studenti e professori di prepararsi ad uno scontro imminente, pare che la battaglia che accadrà dopo cada addosso a loro all’improvviso. Ma era chiaro che sarebbe accaduto! Dalla comparsa del primo BRUCIATO. E invece a loro non tange nulla: gli Specialisti continuano a fare quello che stavano facendo, allenamento all’aria aperta con dei bastoni, su dei tatami e le fate “giocano” palesemente con la magia. Fine dell’interessamento nei confronti del pericolo. Non si scrive così una sceneggiatura!

Passando a tutt’altro tema, come ogni Teen Drama che si rispetti ci vuole la PLASTIC o BARBIE (citando Mean Girl) della situazione. In questo è…Stella. STELLA? Ma perché Stella? Abbiamo capito che volevate discostarvi dalla serie originaria, dove Stella era da subito diventata la migliore amica di Bloom, ma ci sono delle vie di mezzo! Che poi, ogni volta che la principessa di Solaria apre bocca si fa detestare sempre di più. OK.

Altri stereotipi dei Teen Drama sono Beatrix e Riven, rispettivamente la bad girl che cospira e vuole fare casino e il bulletto che sa di essere bello, parla solo di sesso e fuma erba. Che profondità di personaggi! Apriamo una parentesi su Beatrix, che ha il nome che finisce con TRIX. Pensiamo che sia un riferimento, appunto, alle Trix, che erano streghe. La fata della nuova serie proviene da un luogo che è stato la casa di STREGHE DEL SANGUE. Che sia anch’essa una strega? Forse lo scopriremo nella seconda stagione.

Parliamo delle altre fate di Alfea: Aisha è una fata dell’acqua, non propriamente dei fluidi come lo era in originale, ma l’associazione ci convince; Terra è una fata della terra, quindi ok; Stella è una fata della luce (probabilmente insieme a sua madre le uniche del loro genere, visto che pensavamo non fosse contemplato come potere, dato che non lo ha nessun altro); Musa è una fata…della mente. Avrà deciso che i poteri inerenti alla musica fossero troppo complicati quindi si è data a qualcosa di ancora più ingestibile: Ascoltare costantemente i pensieri di tutti. Contenta lei!

Veniamo all’obiettivo della storia: Bloom, scoperto di essere una changeling, quindi scambiata di posto con una bimba umana alla nascita, vuole trovare le sue origini finendo nelle grinfie di Rosalind, fata che aveva architettato il genocidio delle streghe del sangue del paese di Beatrix. Non sappiamo che dire. La fata del fuoco risulta un personaggio ingenuo oppure un pò sciocco nonché spesso e volentieri fastidioso. Non puoi fare di testa tua e liberare una fata richiusa (magari per una ragione!) solo perché ti ha impresso nella mente un ricordo in cui ti diceva solo “TROVAMI”. Ragionaci prima!

Passiamo ad altro e parliamo dell’elefante nella stanza: Il whitewashing di questa serie.

Perché avete reso tutte tranne Aisha (almeno lei è rimasta della sua etnia) ragazze caucasiche? No, non era così nella serie originale! Bloom, Stella e Tecna erano caucasiche, e ok, ma Flora era latina, Musa asiatica e Aisha di colore. I character design delle ultime tre avevano un senso, perchè erano stati ispirato rispettivamente da Jennifer Loper, Lucy Liu e Beyoncé. Speriamo solo che questo non fosse intenzionale, ma che in fase di casting le attrici che avete scelto fossero quello che vi avevano soddisfatto di più. Altrimenti questa è stata una mossa sbaglia, ci dispiace ma è così!

Non siamo per nulla soddisfatte di questa serie, e ci dispiace perché aveva potenziale e i personaggi nel primo episodio non erano male, sono diventati degli stereotipi dal secondo in poi.

Ci prendiamo un respiro dallo sfogo, beviamo una tisana e ci vediamo alla prossima recensione!

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