LUPIN – Il nuovo ladro gentiluomo (Spoiler)

LUPIN, LUPIN, l’incorreggibile. LUPIN, LUP…. Scusateci, troppi ricordi.

Da come avrete capito, oggi andiamo a parlare di LUPIN, la serie Netflix sulla vita del nuovo ladro gentiluomo residente a Parigi.

Partiamo dalla trama:

Assane Diop, figlio di un immigrato del Senegal, lavora presso il Louvre come addetto alle pulizie. È stato da poco riportato a Parigi un gioiello ormai ritenuto perduto per sempre: Il collier della Regina Maria Antonietta. In onore del cimelio ritrovato viene istituita un’asta, ma al momento dell’assegnazione del vincitore la collana scompare. Di chi sarà la colpa? Forse di Arsène Lupin, il ladro gentiluomo della letteratura? Ebbene si! Ma torniamo un pò indietro.

Il padre di Assane, Babakar, cercando fortuna a Parigi insieme al figlio, trova lavoro come autista per la ricca famiglia Pellegrini, venendo sin da subito trattato rozzamente dal suo titolare, mentre un pò più umanamente dalla moglie di quest’ultimo. Babakar ottiene il permesso di prendere un libro dalla libreria dei Pellegrini per donarlo al figlio, scegliendo il classico della letteratura Lupin il ladro gentiluomo. Il titolare dell’uomo coglie l’occasione per studiare un piano per far sparire la collana dando la colpa a Babakar. Incolpato ingiustamente il padre di Assane si impiccherà in prigione e il figlio emulando il ladro gentiluomo vendicherà suo padre 25 anni dopo.

Seguendo in parte il filone delle serie tv che ritraspongono i classici in chiave moderna, pensiamo a Sherlock e Dracula, vediamo Assane ispirarsi alle gesta dell’elegante ladro per organizzare i suoi colpi, prevedendo le mosse degli avversari. Possiamo definirlo un genio astuto che in qualche modo vince sempre sulle avversità. Il suo personaggio ricorda in parte la figura del Professore de La Casa di Carta, che cammina in mezzo a noi assumendo sempre un’identità diversa e riuscendo sempre a ingannare i nemici.

La serie conquista per la sua chiarezza e peculiarità, ma non è un prodotto perfetto. Durante la visione può capitare di cogliere qualche buchino di trama che poi a volte viene contestualizzato o spiegato. Questo in ogni caso non va bene, perché spezza un pò la sospensione dell’incredulità. Alcuni esempi: il fatto che in prigione, senza alcun travestimento, Assane non sia subito riconosciuto dai suoi non/alleati del colpo al collier della Regina, ma poi lo accoltellano quindi pensi che in realtà lo abbiano riconosciuto. Oppure l’elemento un pò razzista di essere sicuri che le guardie non riconosceranno Assane come un falso detenuto, prendendo l’identità di un carcerato di colore, ma poi dicono che al cambio della guardia non si riesce sempre a tenere conto dei visi dei detenuti. Poi ancora, la dottoressa che visita Assane sotto mentite spoglie non dovrebbe avere un fascicolo dei detenuti capendo così che la sua faccia non corrisponde del prigioniero in questione? Vabbè, chi siamo noi per contestare.

Per il resto è un serie molto godibile da guardarsi in pochi giorni o nel week end, chiedendoti in continuazione come farà a scamparla anche questa volta.

Assane è un uomo, prima ragazzo, cresciuto nell’incertezza riguardo al futuro, avendo prima perso sua madre e in seguito anche suo padre. Passa l’adolescenza in una scuola – orfanotrofio (FORSE) dove grazie alla sua morale da cavaliere incontrerà e conquisterà la futura moglie Claire. Qui lega anche con quello che diventerà il suo migliore amico, rapporto che in futuro gli sarà necessario, possedendo lui in seguito un negozio di antiquariato. Seppure le sue azioni di ladro siano siano fatte in buona fede, lui resta un ladro che però ti è simpatico per il suo modo elegante e brillante di cavarsela nelle situazioni difficili.

Parliamo ora dell’uomo dietro al personaggio di Lupin – Assane, ovvero Omar Sy. Lo conosciamo per i ruoli in Quasi Amici (successo internazionale), Troppo amici e una Famiglia all’improvviso. Il suo sorriso e il suo essere comico, ma allo stesso tempo concentrato, serio e sensibile lo rende un attore molto affascinante nel vero senso della parola, perché ti incuriosisce, te lo ricordi e lo apprezzi per la sua semplicità.

Consigliamo questa serie? Certamente, l’abbiamo vista tutta d’un fiato e ne siamo rimaste soddisfatte.

Ora vi lasciamo al trailer, alla prossima recensione!

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