Gretel e Hansel – Recensione (SPOILER)

Nota prima di cominciare: Si, lo so che è uscito il 19 Agosto, ma non ero riuscita a vederlo al cinema, data anche la situazione sanitaria. Ho scoperto che ora è disponibile al noleggio/acquisto su Apple TV, quindi sono finalmente riuscita a prenderne visione. Sono scusata? Spero di si.

Di conseguenza direi che di spoiler ne possiamo fare, giusto? In ogni caso, coloro i quali non avessero visto questo film, come me fino a ieri, sono pregati di non continuare la lettura di questa recensione perché… SPOILER ALERT!!!

Trama:

Siamo FORSE in Germania, vicino alla Black Forest, e nella valle gira una leggenda, quella di una bambina con il cappellino rosa, la più bella della sua età. La bambina era cagionevole e i genitori non potevano sopportare di perderla, quindi il padre tenta il tutto e per tutto: chiedere aiuto ad una strega. La strega lo aiuta ma in cambio la bambina cambierà, inizierà ad avere delle visioni e a diventare sempre più malvagia. I genitori decidono così di portarla nel bosco, luogo di oscurità dove lei ormai appartiene, ma la figlia non se ne andrà così facilmente, segnando per sempre la vita dei suoi cari.

Nel presente, della storia, conosciamo i fratelli Gretel e Hansel, figli di una donna rimasta vedova e impazzita per la morte del marito, arrivando a cacciarli di casa altrimenti li avrebbe fatti a pezzi (tacite parole sue). I bambini arrivano ad un monastero e vengono salvati da un uomo prima di essere attaccati da un essere inumano. L’uomo illustrerà loro la via per raggiungere dei boscaioli, dovendo però passare dall’oscuro bosco.

I bambini troveranno una casa nera con il tetto a punta, dalle cui finestre brilla una luce rossa. Qui vive una donna anziana con un occhio di vetro, che li invita a restare per la cena e la notte. Le pietanze saranno abbondanti e deliziose, ma da dove verrà tutta questa meraviglia?

La permanenza dei bambini nella casa della donna si protrae per un tempo che pare infinito e cominciano ad accadere cose strane e inquietanti: Hansel trova vicino alla dimora delle scarpe a misura di bambino appese ad alberi e un pentacolo inciso nella corteccia; Gretel scopre di avere dei poteri, con cui probabilmente è nata, visto che da sempre ha avuto delle visioni che non riusciva a spiegarsi; la strega non spiega mai la provenienza di così tante prelibatezze in casa, data la mancanza di animali nelle vicinanze, di frutta e di verdure da coltivare.

Hansel vuole andarsene ma Gretel non ci pensa nemmeno, si trova molto bene con la signora che dimostra di avere dei poteri anch’essa e le insegna come usarli. Dopo un litigio tra i due fratelli, Gretel abbandona di notte il bambino, pentendosene la mattina dopo. Durante la giornata la ragazza trova un passaggio segreto che porta ad una stanza sotterranea e lì ritroverà il fratello, sotto incantesimo. Da una pozza sorgerà una bellissima donna, reale aspetto dell’anziana signora, che rivelerà alla ragazza e allo spettatore una cruda verità: gli ingredienti per le deliziose pietanze sono in realtà organi e arti umani, di bambini, che vengono trasformati in cibo. Ora Gretel sa la verità di quel luogo e della padrona di casa e cerca un modo per scappare, mantenendo un profilo basso. La via di fuga la troverà quando la strega cercherà di uccidere Hansel per farlo mangiare a Gretel, per risvegliare completamente i poteri di quest’ultima. Gretel ucciderà la donna e prenderà possesso della casa, facendo fuggire per sempre Hansel da quel posto maledetto, per fargli raggiungere la casa dei boscaioli e iniziare una nuova vita.

La trama segue l’incipit della storia dei Grimm, ma la rende ancora più oscura (come se non lo fosse già) e soprattutto più introspettiva. Scopriamo l’origine della strega, che a differenza di come uno si aspetta non è la bambina dal cappello rosa, ma è la madre di quest’ultima che, tentata dall’oscurità e dal potere della figlia, la vuole seguire e imitare: come la figlia ha portato alla morte del padre, la madre ucciderà gli altri due figli, mangiandoli.

Soffermiamoci su questa scena, che fra tutte è quella che mi ha inquietato di più. Non vediamo l’atto che la donna compie ma notiamo un dettaglio: lei e i bambini entrano in una casa di pietra, forse la cucina o altro, dal cui camino esce del fumo nero. Via via che la strega spiega che ha ucciso e mangiato i due figli il fumo diventa sempre più rosso fino a ricordare uno sgorgare infinito di sangue. INQUIETANTISSIMO!!

Parliamo del finale: Come ho citato prima, Gretel uccide la strega e manda via per sempre il fratellino. Ma cosa succede dopo? Non sappiamo nulla di certo. Solo che alla fine, dopo aver liberato gli spiriti dei bambini uccisi, le dita delle mani di Gretel diventano nere, come quelle della strega. Che voglia significare che anche lei prenderà la strada del male, compiendo gli stessi atti atroci della donna? O solo che ora ha pieni poteri?

E se notiamo, lei indossa anche l’anello della strega! Coincidenze? Non lo sapremo mai.

La storia coincide con un racconto di formazione, in particolare quello del personaggio di Gretel (anche di Hansel che riuscirà a diventare un taglialegna, ma la focale è messa su Gretel) che è la principale protagonista della storia, dato anche il cambio di ordine classico nel titolo, non più HANSEL E GRETEL ma GRETEL E HANSEL. Gretel da questa orribile esperienza troverà il suo destino e sé stessa, abbracciando la magia ma, si spera, in chiave luminosa e non oscura, chi lo sà…

Ora arriviamo al mio punto di vista: Penso sia un film molto ben curato dal punto di vista estetico e della fotografia, quest’ultima davvero interessante alternando luci naturali ad altre colorate, come quelle calde ed arancioni della’interno della casa della strega. Ho notato il dettaglio della ricorrenza del triangolo con la punta verso l’alto, simbolo maschile ma anche del fuoco che brucia: lo vediamo all’inizio della storia incorniciare la bambina con il cappellino rosa e la strega che la sta curando.

Lo ritroviamo nella casa della strega e nel suo cappello. Una chiave di lettura potrebbe essere che il triangolo in questa storia rappresenta l’archetipo della strega, con il classico cappello a punta e la magia che ella emana e scaglia.

Nota dolente del film: questo dipende dallo spettatore, ma il film risulta un pò oscuro, non nel senso di cupo ma nel senso di poco chiaro, nella trama. Ok alla fine capiamo cosa il film ci vuole trasmettere, ma durante la visione restiamo un pò sospesi e non sappiamo bene cosa stiamo vedendo. Partendo dal tempo della storia, che anche qui penso sia voluto, non sappiamo di preciso quanto tempo passa dall’inizio alla fine della storia ne dove siamo geograficamente di preciso. Su questi dettagli ho trovato che il film è stato un pochino superficiale, mentre sull’estetica e sulla fotografia ha puntato tanto.

Verdetto: Consiglio questo film? Si, direi di si. Ma avrei preferito che spiegasse i passaggi della storia in modo più chiaro e meno simbolico. Non fraintendete, i miei horror preferiti del momento sono MIDSOMMAR di Ari Aster e THE VVITCH di Robert Eggers, che di simbolismo ne hanno da vendere, ma la trama era spiegata un pò più accuratamente.

Vi lascio al trailer.

Alla prossima recensione!

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