The queen’s gambit – la regina degli scacchi (SPOILER)

Miniserie statunitense disponibile sulla piattaforma Netflix, diretta da Scott Frank.

Il titolo originale è The queen’s gambit, ovvero il gambetto di donna, una famosa e antica apertura degli scacchi.

Passiamo alla trama:

La nostra protagonista è Elisabeth “Beth” Harmon, rimasta orfana inseguito all’azione suicida della madre che rischiava di uccidere pure la bambina.

La nuova vita in orfanotrofio non la entusiasma. L’unica gioia arriva durante la pulizia dei cancellini, per punizione, quando scopre che il custode possiede un misterioso gioco denominato “scacchi” e vuole subito capire come funziona. Si rivelerà un prodigio in questa disciplina e da quel momento la sua vita cambierà.

Beth è interpretata, durante il corso della sua vita, rispettivamente da Annabeth Kelly (a cinque anni), Isla Johnston (durante la sua giovinezza) e da Anya Taylor – Joy (per il resto della serie).

Beth cresce e viene adottata da una coppia in apparenza affiatata ma in realtà molto problematica. Il padre adottivo (Patrick Kennedy) sarà sempre assente, mentre la madre (Marielle Heller) inizialmente sarà scettica verso la sua passione per gli scacchi ma si rivelerà un grande sostegno per la ragazza a cui si affezionerà moltissimo.

Durante le sue sfide, Beth, incontrerà diversi colleghi – alleati che la aiuteranno nei suoi percorsi di formazione come scacchista, seppur non avendone veramente bisogno essendo un vero e proprio prodigio. Ma questo sarà comunque fondamentale, perché a Beth, durante la fase di crescita, sono mancati gli affetti sinceri, duraturi e questi li troverà nella sua madre adottiva e in due scacchisti, ovvero Harry (Harry Melling, colui che interpretò Dudley in Harry Potter) e Benny (Thomas Brodie Sangster).

La miniserie è interessante e ti prende molto perché, seppure tu sappia già che Beth raggiungerà il traguardo da lei desiderato, è caratterizzata da eventi che renderanno la vita della protagonista piena di alti e bassi, portandola da attimi di trionfo e prestigio a momenti di dipendenza e desolazione.

Questa dipendenza è caratterizzata dall’alcol e da medicinali tranquillanti, che sin da piccola assumeva in orfanotrofio e che torneranno nella sua vita dovendoli comprare per la madre adottiva.

Assistiamo al tracollo emotivo e fisico di Beth, iniziato in seguito alle vincite e alle perdite negli scacchi, arrivando a perdere completamente sé stessa dopo la morte della madre adottiva. Ora Beth, che non dimentichiamo avere appena raggiunto la maggiore età, deve badare a se stessa e alla sua vita impegnativa, dovendo viaggiare tra diversi stati americani ed europei per le varie sfide. Lei, avendo allontanato i pochi affetti, si ritrova sola. L’iper indipendenza e il comprendere da subito che destino che ti porta ad essere soli lo ha imparato dalla madre, e abbiamo visto che fine ha fatto…

Beth ritrova la luce e la speranza attraverso un vero e proprio ritorno alle origini, rappresentato dall’arrivo Jolene (Moses Ingram), sua compagna e amica durante il periodo dell’orfanotrofio, che la riporterà all’istituto dove sono cresciute, per onorare la scomparsa del caro custode/Maestro della protagonista.

Ho apprezzato molto questa miniserie, mi ha convinto e catturato completamente.

L’unica pecca è stata la conclusione molto frettolosa. Appena conclusa la visione sentivo che ne avevo ancora bisogno.

Chissà se, inseguito al successo, non progettino una seconda stagione!

Verdetto: Approvata!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...