All Together Now. E noi che non vedevamo l’ottimismo da un pezzo

Quando per la prima volta ci è capitato davanti il trailer di All Together Now, il nuovo film Netflix arrivato su Netflix il 28 Agosto, dobbiamo ammettere che le prime reazioni non sono state esattamente entusiaste. Saranno state le speranze non ancora spezzate, la sempiterna vena alla Glee, la totale assenza di cinismo o la pessima abitudine di spoilerare l’intero film in 2 minuti e 38 secondi; insomma le aspettative non erano delle migliori.

Ma non si dica che manchiamo di onestà e ammettiamo di aver giudicato troppo in fretta. In parte.

Protagonista del film è Amber Appleton, adolescente ottimista, piena di speranze, col cuore d’oro e pure brava a cantare. Fino a qui troppo facile.

La sua situazione familiare, però, non è delle migliori, ma lei, circondata da tutti coloro che le vogliono bene, si sente già fortunata così. Purtroppo però, si sa che piove sempre sul bagnato e questo equilibrio precario è destinato a crollare.

La premessa del film sembrava non distanziarsi troppo dai canoni stucchevoli del teen-drama, con i soliti cliché del genere annessi; ma sebbene il film manchi in generale di un’originalità disarmante, le decisioni su come far progredire la trama ed il lavoro sui personaggi sono riusciti a donare a All Together Now un’aura di maturità, onestà e verosimiglianza.

Specialmente la prima metà del film riesce benissimo a presentare un personaggio a tutto tondo e a presentare le sue sfide senza calcare troppo la mano e finire nel patetico e Auli’i Cravalho dimostra di essere in grado di mettere in scena un personaggio che non solo indossa maschera su maschera, ma che si spoglia man mano del suo ottimismo e passa dalla totale, ma credibile, esuberanza ad una cupezza che riesce a non risultare forzata. Che ragazzi, sembrerà cosa di poco, ma visti i precedenti è oro colato.

Anche visivamente il film cerca di distaccarsi dal semplice teen-drama e prova, non riuscendo sempre, a fare scelte stilistiche che portano ad associare il film Netflix a lavori innovativi come L’altra Metà piuttosto che ai lungometraggi meno audaci della piattaforma come The Kissing Booth.

All Together Now proporrà anche una conclusione troppo semplicistica e ed un finale che prende la via più facile, ma il percorso per arrivare lì ha dimostrato un’anima matura, accompagnata da una canzone orecchiabile e un cast che, nonostante rappresenti una serie di stereotipi, lo fa non solo in maniera onesta (plauso al regista per aver effettivamente ingaggiato attori disabili e autistici), ma con performance che si dimostrano all’altezza del compito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...