Hamilton: la nostra ossessione per il musical spiegata in 10 punti

Noi di Hamilton parliamo dal 2016. Così.

tenor (3)

Andavamo in crisi per scegliere il nostro personaggio preferito (cha cambia tutt’oggi una volta ogni due settimane), canticchiavamo il motivetto del solo e unico King George III  e imparavamo a decifrare Guns and Ships quando la gente, al nostro nominare Alexander Hamilton e Lin-Manuel Miranda, ci guardava ancora così:

giphy (3)

Ma mentre il mondo era all’oscuro, il musical ha continuato la sua scalata verso la fama e la gloria: si è portato a casa ben più Tony Awards di quanti possiamo ricordare, ha lanciato diversi show che girano gli Usa ed è anche approdato a Londra.

E mentre noi ce la prendevamo col mondo perché non eravamo ancora state in grado di vederlo, è stato annunciato che una registrazione dello show con il cast originale sarebbe arrivata al cinema nel 2021.

Il 2021 non ci era mai sembrato così lontano. Ma poi la buona novella e Disney, che in tutta la sua bontà, anticipa l’uscita su Disney+ al 3 Luglio 2020.

Gioia. Giubilo. Gaudio. E inizio di ripetizioni intensive delle canzoni per non arrivare impreparati.

Ora, sappiamo che molti di voi ne sentiranno parlare per la prima volta e che altri non avranno mai ascoltato le canzoni, ma niente paura. Noi siamo qui per spiegarvi, in 10  efficienti e poco digressivi punti, perché una volta conosciuto Hamilton non potrete più farne a meno.

tenor

 

1. LA CANZONE DI APERTURA – ALEXANDER HAMILTON

And there’s a million things I haven’t done
But just you wait, just you wait

A. Hamilton – Alexander Hamilton

Il buongiorno si vede dal mattino e i musical seguono una logica simile. Nel caso di Hamilton  la canzone di apertura spoilera il finale dell’intero spettacolo, ma da spettatore non potrebbe fregartene di meno, perché sarai troppo occupato a recuperare i resti del tuo cervello, sparsi in giro dopo aver dovuto tenere il passo con così tante informazioni concentrate in pochi minuti.

source

 

2. LAFAYETTE, MULLIGAN E LAURENS

Raise a glass to the four of us
Tomorrow there’ll be more of us
M. Lafayette, A. Hamilton, J. Laurens, H. Mulligan – The Story of Tonight

I migliori amici di Hamilton, probabilmente perché accumunati col protagonista nell’essere totalmente privi di qualsivoglia filtro e costantemente pronti a far baruffa. Maestri indiscussi di discorsi da sbronzi, battutine tutt’altro che innocue e fomentatori di rivolte che cambieranno il mondo. Ma hanno anche dei difetti.

tenor (1)

MaGuardaliGuardali

 

3. SASSY ALEXANDER

Fools who run their mouths off wind up dead

Aaron Burr – Aaron Burr,Sir

Quando Aaron Burr ha detto ad Alexander Hamilton “Talk less, smile more”, non siamo così certe che lui abbia afferrato il concetto. Il protagonista è il re (sorry King George) indiscusso delle frecciatine a tempo di musica e i suoi interlocutori, di solito, si rendono conto di essere caduti in trappola troppo tardi per potersi salvare. Le pistole mietono un sacco di vittime in questo musical, ma neanche la lingua tagliente del protagonista scherza.

tenor (2)

4. LADIES AND GENTLEMEN…. JONATHAN GROFF

You’re on your own
Awesome, wow!
Do you have a clue what happens now?

King George III – What Comes Next?

Jonathan Groff è sul palco per circa 7 minuti. Lui arriva con la sua corona, il suo bastone, i suoi sbalzi d’umore e una canzoncina super orecchiabile. Dopo averlo visto capirete che anche per minacciare ed insultare velatamente c’è bisogno di classe. E nessuno ha mai promesso morte e distruzione con tanta eleganza.

tenor (3)

 

5. SATISFIED A.K.A. ANGELICA SCHUYLER TAKES ONE FOR THE TEAM

And I know
He will never be satisfied
I will never be satisfied

Angelica Schuyler – Satisfied

Noi amiamo le storie di solidarietà al femminile. In questo caso Angelica Schuyler si guadagna un 110 e lode, bacio accademico, chiavi della città, un Oscar e pure un Nobel, se ci avanza. Infatuata di Alexander, pronta a fare la sua mossa e con lo scacco matto praticamente in tasca, si tira fuori prima dell’inizio della partita. Tutto per lasciare carta bianca a sua sorella Eliza, che è cotta abbastanza da sciogliersi come un ghiacciolo nel bel mezzo del salone da ballo. La sua Satisfied è la prima delle tante, bellissime e potentissime dichiarazioni d’amore (anche se non nel senso comune del termine) di Hamilton e noi non siamo abbastanza forti per resistere.

image2

6. LE DUE FACCE DI DAVEED DIGGS

Where have you been?
Uh… France
J. Madison, T. Jefferson – What’d I Miss

Interpretare due personaggi diversi nel giro di un paio d’ore non deve essere proprio una passeggiata nel parco, ma Daveed Diggs riesce a portare sul palco Lafayette prima e Jefferson come io passo dal mangiare i tarallini al cioccolato. Entrambi sono così diversi nel modo di muoversi e di esprimersi che sembra davvero di avere davanti due persone diverse. Nel primo atto, la sua Guns and Ships vince a mani basse il titolo di “canzone impossibile da cantare per i comuni mortali a causa della sua velocità troppo sostenuta”. Nel secondo invece diventa improvvisamente re indiscusso delle espressioni “wtf”, che si susseguono in mille sfumature ad ogni battuta infelice o colpo di scena. A-D-O-R-I-A-M-O.

giphy

7. BURR, HAMILTON E 30 ANNI DI DISACCORDI (SWEET JESUS)

You’ve kept me from the room where it happens
For the last time

A. Burr – Your Obedient Servant

Il viaggio dell’eroe di Alexander Hamilton è bello ricco di peripezie e colpi di scena; ma anche la storia della sua controparte Aaron Burr non è per i deboli di cuore. Il musical è un po’ la storia di entrambi, partiti dagli stessi ideali rivoluzionari, sebbene veicolati con approcci diversi, finiti poi a scontrarsi non soltanto su differenti opinioni politiche; ma anche sul cosa significa essere in the room where it happens. Quello che però colpisce è vedere anche gli aspetti della vita che rendono questi due personaggi simili e come si siano influenzati a vicenda nel corso della storia. E da spettatore si arriva alla fine dello spettacolo con la consapevolezza che il destino abbia giocato a questi due davvero un brutto tiro.

source (1)

8. LE RAP BATTLE

And another thing, Mr. Age of Enlightenment
Don’t lecture me about the war, you didn’t fight in it

A. Hamilton – Rap Battle #1 

Nel secondo atto i signori indiscussi della sfacciataggine devono coesistere. Eggià, perché a fare compagnia al re segretario del sass arriva, avvolto nel suo completo di velluto, Thomas Jefferson. Ora, i due dovranno pure litigare su qualsiasi cosa in un ambiente controllato da un adulto (George Washington) ed ecco delle vere e proprie Rap Battle in cui i due risolvono i loro disaccordi a suon di insulti davvero molto coloriti.

gif_you-kiss-your-mother-with-that-mouth

9. I MOMENTI IGNORANTI

Yo, I’m John Lauren’s in the place to be
Two pints o’ Sam Adams, but I’m workin’ on three, uh

J. Laurens – Aaron Burr, Sir

A parte i momenti seri, che sono tanti e bellissimi, Hamilton riesce a rendere divertente anche dei pensieri sparsi sui lavori del Congresso Continentale e noi non siamo mai state così contente di sentir parlare di politica in vita nostra. Tutto ciò senza considerare i discorsi fatti sotto l’effetto di alcool, gli insulti nascosti tra finti complimenti e quel poverino del generale Lee che ormai è associato solamente ad un suono onomatopeico.

MediocreDelectableEft-size_restricted

10. LE LACRIME

There are moments that the words don’t reach
There is suffering too terrible to name

A. Schuyler – It’s Quiet Uptown

Dopo aver visto Le Mis un appassionato di musical si ritiene svezzato a dovere e pronto per ogni disgrazia divulgata a suon di musica; ma ciò non rende l’arrivo effettivo dei momenti ricchi di pathos meno dolorosi. In Hamilton, di solito, la malasorte si abbatte sui personaggi quando meno te lo aspetti e pensavamo tutti insieme appassionatamente di essercela scampata. Ma magari fosse solo questo, perché non si piange solo in faccia alla catastrofe,NO,  ma anche in faccia alla reminescenza della suddetta e ai film mentali dei personaggi che le sono direttamente collegati. E se mancano questi, state certi che starete comunque piangendo dal ridere.

ZRO

Tutto questo per dirvi di dare ad Hamilton (e di conseguenza a noi) una possibilità. Noi vi lasciamo il trailer e andiamo a rivederlo ancora. E ancora. E ancora. Forever and ever and ever and ever and ever…

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...