Charlie’s Angels e come il web sollevò un vespaio per nulla

Dopo la serie tv degli anni ’70 e i due film del 2000 e 2003, le Charlie’s Angels tornano, viste le circostante direttamente online, con un lungometraggio che più che un remake si prefissa di essere un continuo delle vicende narrate precedentemente.

Stavolta protagoniste del film sono due Angeli, Jane e Sabina, che devono proteggere Elena, ingegnere e programmatrice per una compagnia che punta a rivoluzionare il mercato dell’energia rinnovabile. Elena sa che il dispositivo da lei creato potrebbe essere utilizzato come un’arma e si rivolge agli Angeli in cerca di aiuto. Supervisionate da una dei tanti Bosley a servizio dell’agenzia, le tre dovranno cercare di evitare che una tecnologia così pericolosa finisca nelle mani sbagliate.

A livello di trama il film non introduce grandi novità rispetto a ciò che è stato realizzato all’interno del franchise in precedenza, seguendone a grandi linee la struttura e sottolineando con fierezza i collegamenti con la serie originale e con i film: questi Angeli non sono un’evoluzione di quelle che le hanno precedute, ne sono, più semplicemente e a tutti gli effetti, le eredi.

All’uscita negli USA, come in molti già sapranno, è stato abbastanza menomato, più dal pubblico che dalla critica ad essere pignoli. Gli spettatori si sono principalmente divisi in due filoni: chi l’ha definito troppo “misandrico”, concentrato a portare avanti la battaglia della parità di genere a discapito di una trama con i giusti beat e chi ha percepito il femminismo della Banks, regista del lungometraggio e interprete di Bosley, come troppo superficiale e ancora associato ad una serie di stereotipi che il film si prefissava di scardinare.

tenor

Esatto, perché, una volta visto il film, al di là di ciò che il pubblico si aspettasse, non siamo assolutamente davanti al disastro che in molti avevano annunciato: si ha più che altro l’impressione che la Banks e il suo film siano state soltanto le ultime vittime dei social e della loro capacità di portare alle calende greche una questione che abbiamo riassunto in 2 frasi.

Questo sequel è decisamente meno ridondante rispetto ai film originali, che sfioravano a tratti lo psichedelico, ma non rappresenta delle protagoniste così lontane dal trio originale. Porta sullo schermo un film di intrattenimento, migliore di alcuni e peggiore di altri, con un cast che però risulta ben amalgamato e che pesca, non sempre con ottimi risultati, più dallo spionaggio strampalato di Kingsman, che quello levigato e rigido di James Bond.

7G8G

Nonostante la convinzione che il film avrebbe potuto puntare a qualcosa in più, sia per quanto riguarda la scrittura, che per quanto riguarda la realizzazione, Charlie’s Angels rientra perfettamente nei parametri delle commedie d’azione.

Noi, come al solito vi lasciamo il trailer, che in questo caso è fatto davvero male, e vi consigliamo vivamente di guardare il film in lingua originale.

 

Un pensiero su “Charlie’s Angels e come il web sollevò un vespaio per nulla

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...