Emma.: “bella, intelligente, ricca” e col complesso di Dio

Per contare gli adattamenti di Emma. realizzati negli anni non ci basterebbero tutte le dita delle mani: dalle versioni più convenzionali della BBC alla trasposizione meno austera di Clueless, tutti hanno provato a mettere in scena il romanzo più famoso di Jane Austen, che ha ormai compiuto più di 200 anni.

Forse proprio per questo la produzione di un nuovo adattamento era passata abbastanza inosservata fino all’uscita del trailer, che è riuscito nel compito di suscitare parecchio interesse con il suo ritmo accattivante e promesse di costumi e scenografie da togliere il fiato.

La storia, anche se non nello specifico, la conosciamo tutti: la ricca Emma Woodhouse, dopo aver provato le ebrezza di vedere le sue azioni da Cupido culminare nel matrimonio della sua migliore amica, decide di replicare il successo aiutando la giovane Harriet Smith a trovare marito. Questa sua iniziativa, intrapresa per motivi prettamente egoistici, finirà per portare scompiglio in tutta la comunità che, a suo malgrado, si ritroverà nel mezzo di questo ginepraio.

Il film è abbastanza fedele al materiale originale, limitandosi a limare intorno ad alcuni aspetti controversi che oggi farebbero facilmente storcere il naso e pregiudicherebbero la relazione degli spettatori nei confronti di alcuni personaggi. La regista ha preferito rinunciare a parte dell’autenticità per mantenere le relazioni tra i protagonisti equilibrate anche per un pubblico contemporaneo.

La storia è una perfetta alternanza di toni pastello e frecciatine ironiche: la regista, Autumn De Wilde, al suo debutto nel mondo del cinema, non cerca di nascondere il suo background in ambito fotografico, ma anzi lo sfrutta al meglio nella sua collaborazione con il direttore della fotografia Christopher Blauvelt, creando inquadrature incredibilmente scenografiche che esaltano non solo la recitazione degli attori in scena, ma anche le scenografie e i costumi, che sono un altro elemento che porta una netta distinzione tra questo adattamento e i precedenti: i colori, seppur tenui, sono audaci e spaziano dal celeste al senape, passando per ogni possibile tonalità di rosa. Gli abiti sono fondamentali nella connotazione dei personaggi e guidano molto lo spettatore che deve farsi una prima impressione di loro.

Emma. è un film di grandi spazi, ma anche di grandi restrizioni e dei personaggi che hanno tutti il loro lieto fine, ma entro i parametri dei costrutti sociali dell’epoca, dove la massima anomalia è Emma Woodhouse che, dall’alto del suo status e della sua ipocrisia, può permettersi di giocare a fare Dio.

2 pensieri su “Emma.: “bella, intelligente, ricca” e col complesso di Dio

    1. Effettivamente a volte il noleggio è un po’ costoso; ma capisco anche che debbano cercare di rientrare con i costi e quindi abbiano un po’ le mani legate.

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