Film Ghibli e Netflix che realizza i nostri sogni reconditi

Come ben saprete, nell’arco di un paio di mesi Netflix ha caricato sulla sua piattaforma tutti i film dello Studio Ghibli, concludendo un affare senza precedenti, considerando che fino ad ora i film dello studio nipponico potevano essere reperiti soltanto in forma rigida.

Considerando che molti dei film sono stati rilasciati direttamente in home-video, in alcuni casi molti anni dopo l’uscita delle sale nipponiche, e sapendo che raramente sono stati trasmessi in tv, tranne per un paio di miracolose comparse su Rai Gulp o sui canali a pagamento, abbiamo pensato di metterci il nome e consigliarvi un paio di titoli che non sono di certo i più famosi, ma che ottengono parecchi punti in fatto di originalità.

I consigli di Giulia:

 

PIOGGIA DI RICORDI

Film del 1991, rilasciato in Italia soltanto nel 2015, “Pioggia di Ricordi” è il secondo film che Isaho Takahata ha diretto allo Studio Ghibli ed è da molti considerato un punto di svolta nel cinema d’animazione. Nonostante il regista fosse già famoso per film che trattano temi maturi e spesso insoliti per l’animazione; la scelta di realizzare un lungometraggio su una office lady over 30 che decide di passare le vacanze a raccogliere cartamo in campagna lascia spazio a sguardi perplessi ancora oggi.

Ma il film, che si muove tra l’infanzia della protagonista, trascorsa in città, e le sue settimane in campagna da adulta, sono un inno ai temi che hanno fatto grandi lo studio Ghibli: l’amore per la natura, il desiderio di preservare usanze e tradizioni, le vicende che ruotano intorno alla comunità, alla famiglia e che raramente si concentrano su un un unico personaggio. “Pioggia di Ricordi” è probabilmente il lavoro più nostalgico dello studio, dove i sogni bucolici di una piccola bambina, vengono rivisti in chiave nuova attraverso gli occhi di un’adulta.

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PORCO ROSSO

Sesto progetto da regista di Hayao Miyazaki, “Porco Rosso” è sicuramente il film più provocatorio del regista, che è sempre stato critico nei confronti della società che esalta il profitto sopra ogni altra cosa, abbandonando valori importanti e lasciando marcire il mondo.

Ciò che rende “Porco Rosso” interessante, a parte il protagonista con le sembianze di un maiale, è il deciso allontanamento dai canoni tipici del maestro, che fa di questo lungometraggio un’anomalia inaspettata, ma piacevole. É il primo film, senza considerare Lupin III – Il Castello di Cagliostro”, ad avere come protagonista un uomo, quando era ormai chiaro che erano le protagoniste femminili uno dei cardini dei lavori di Myazaki; è il primo film con un protagonista adulto, quando sono sempre stati bambini e adolescenti i leader indiscussi dei suoi film; è il primo film che è possibile collocare spazialmente e temporalmente, dopo una serie di storie ambientate in luoghi imprecisati (reali e non) in momenti non ben definiti (per quanto, a volte deducibili). Tornano gli aeroplani, tanto cari al maestro e lotta contro un “tiranno”, ma tutto viene presentato in chiave nuova, non cruda come “Princess Mononoke”, ma decisamente più pessimista del solito.

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I consigli di Amelia:

 

I SOSPIRI DEL MIO CUORE

Il film del 1995, distribuito in italia nel 2011, con sceneggiatura scritta dal Maestro Miyazaki, racconta dell’incontro di due ragazzi e della loro estate. La pellicola è un tributo all’arte, come l’artigianato, la scrittura e la musica, passioni dei due protagonisti. I giovani Shizuku e Seiji scoprono di avere molto in comune e decideranno di passare del tempo insieme. Quello che sembra l’inizio di una relazione viene interrotto dalla partenza improvvisa di Seiji, che dovrà allontanarsi dal Giappone per seguire i suoi sogni. La sua determinazione darà a  Shizuku la spinta per usare questo tempo per crescere interiormente dedicandosi a se stessa e alla sua arte.

Il film è un’inno a seguire le proprie passioni e ciò che ci fa sentire vivi, anche se il mondo ci reputerebbe folli.

La colonna sonora del film è stupenda, sia diegetica che extradiegetica, ed enfatizza la poesia della pellicola.

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ARRIETTY

Il 17° progetto dello Studio Ghibli del 2010, proiettato in Italia nel 2011, racconta la seppur non troppo originale storia di una creaturina piccola come pressoché un pollice, una storia alla “Pollicina”.

Questa versione racconta del legame che si instaura tra Arrietty, che teneramente si autodefinisce della categoria dei “prendi in prestito” e Shō, un ragazzo cagionevole di salute che passa una settimana in campagna prima della sua operazione.

Ancora la Ghibli non si smentisce per la cura nei dettagli, tutto sembra tangibile e fisico come in un film in live action, sempre stupendo!

Qui i dettagli poi, sono essenziali, visto che vediamo il mondo anche dal punto di vista della creaturina Arrietty.

Il film colpisce per la sua armonia e delicatezza nel raccontare la vita e la malattia.

Davvero consigliato!

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I consigli di Amelia:

 

LA COLLINA DEI PAPAVERI

La seconda pellicola di Goro Miyazaki è una delicata e sensibile rappresentazione dell’età incerta dell’adolescenza, fatta di sguardi timidi e slanci ideali, conditi da dolorose disillusioni e dall’imminente industrializzazione. La Collina dei Papaveri è una storia nostalgica e profonda sul passato e sulla famiglia come luogo di affetti, ma anche di dolore, sopratutto per  Umi e Shun, i due protagonisti della storia.

Le tematiche affrontate sono molte, dal legame padre-figlio, all’eterno scontro tra tradizioni e modernità, passando per il ruolo maschio/femmina nella società moderna.

La pellicola di per sé è un paradiso per gli occhi. Le ambientazioni, di una bellezza disarmante, sono accompagnate da una colonna sonora che fa da cronista a tutta la vicenda. Qui la storia d’amore, dopo essere passata attraverso gli usuali ma non per questo meno appaganti corteggiamenti, vira verso il mistero e il timore, per poi riportarsi verso binari più sicuri ed elegiaci.

Sicuramente non un consueto film Ghibli. Ma proprio per questo, non stanca mai, neanche dopo l’ennesimo rewatch.

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SI ALZA IL VENTO

Allora, motivi per vedere questo film? Vi basta sapere che è canonicamente l’addio di Miyazaki alla carriera sebbene ci sia una ancora produzione misteriosa e silenziosa in atto  ?  Vi basta sapere che probabilmente è il film più intimo e doloroso che la Ghibli abbia mai fatto? Vi basta sapere che è un testamento e un’ adorante lettera d’addio di struggente bellezza?

Il film racconta la vita del realmente esistito progettista Jirō Horikoshi.
Miyazaki era estremamente restio sulla produzione; la storia infatti inizialmente era destinata esclusivamente ad un manga e solo l’insistenza del produttore Toshio Suzuki riuscì a far diventare la pellicola realtà.

Per la prima volta alla Ghibli si lavorava su una storia basata un personaggio realmente esistito. A questo va aggiunto il fatto che il protagonista era un progettista d’aerei da guerra. Gli stessi aerei che per un periodo saranno la gloria e l’orgoglio dell’esercito giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. Insomma, un tema tutt’altro che aulico e leggero. Ma quello era proprio l’intento del film: sottolineare come, anche se usate per scopi sbagliati, le cose belle sono sempre opera del genio e della dedizione di qualcuno.

Chiariamo, il film non è sulla guerra. Infatti è ambientato a cavallo tra i due conflitti mondiali, nel tentativo di mostrare la cieca corsa nipponica all’industrializzazione e modernizzazione, che terrà poco conto dei risultati a lungo termine.

Ciò da un tocco di nostalgia e un dolore sordo, poiché sin dall’inizio siamo, se pur inconsciamente, consapevoli di come le vicende andranno a concludersi: la foga di voler raggiungere un obiettivo farà perdere di vista cosa è veramente importante e le dirette conseguenze delle scelte, trasformeranno la vita non solo del protagonista, ma di una intera nazione.

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