Acculturiamoci un po’: 5 documentari da guardare su Netflix

Siamo chiusi in casa da un mese e ammettiamolo, comincia a diventare difficile.

Va fatto, lo sappiamo, ma non deve per forza essere facile: iniziamo a fare avanti e indietro per il corridoio, mangiamo fin troppo cioccolato e abbiamo avuto più vita sociale su Skype nelle ultime 4 settimane che in tutto il 2019.

Immagino che a questo punto conosciate il catalogo Netflix a memoria e avrete visto tantissimi film e serie tv, magari anche qualche anime. Quindi forse è il momento di provare qualcosa di diverso e movimentare la situazione (nel limite dei sentordici decreti ministeriali), dando una possibilità ai tantissimi documentari sulla piattaforma.

Ce ne sono di tutte le salse, noi ve ne proponiamo 5 e vi sfidiamo a non trovare un nuovo problema della società su cui ossessionarvi.

Miss Representation (2011)

Indagine approfondita sulla rappresentazione della donna nel cinema e nella televisione. Focalizzato sui media americani e sull’assenza di figure femminili che possano essere un modello positivo, la discussione finisce per allargarsi e intraprendere una conversazione più ampia che abbraccia l’assenza di diversificazione in ogni ambito della società e il monopolio di poche corporazioni che però controllano più del 70% di ciò che viene mostrato in sala e in tv. Il documentario è una critica alla televisione che resta di stampo patriarcale e che condiziona tantissimo le nuove generazioni che, paragonate a quelle precedenti, sono molto più soggette alla visione che i media propongono del mondo e ne restano, senza dubbio, più influenzate. In un mix di statistiche, interviste e filmati d’archivio, la regista espone uno schema arcaico, ma ancora funzionante e, purtroppo, tristemente familiare.

Casting Jonbenet (2017)

Partendo da un avvenimento di cronaca nera che scosse profondamente gli Stati Uniti negli anni’90, la morte della piccola reginetta di bellezza Jonbenet, questo documentario ripercorre gli avvenimenti in modo decisamente fuori dal comune: tramite un finto casting per un film sulla vicenda gli attori esprimono le loro opinioni sull’omicidio, intrecciando realtà e finzione. Il film, più che tentare di dare una spiegazione ad un crimine ancora avvolto nel mistero, si focalizza su come il pubblico si sia relazionato ad una vicenda a cui è stata data una grande rilevanza mediatica e alla differente percezione che hanno gli intervistati delle persone direttamente coinvolte nella vicenda.

The Game Changer (2018)

Di documentari sul cibo ce ne sono a bizzeffe. Negli anni si sono accaniti contro qualsiasi cosa abbia mai trovato posto sugli scaffali dei nostri supermercati, con lo scopo di far riflettere su cosa lasciamo circolare nel nostro corpo e su come da compratori siamo influenzati dalle campagne mediatiche di alcuni prodotti che continuiamo a consumare, senza effettivamente comprendere la loro nocività. “The Game Changer” ha una finalità simile, renderci più consci della nostra alimentazione, ma imposta il discorso in maniera totalmente differente paragonato a documentari come “Fed Up”, enfatizzando i pregi di una dieta a base di vegetali. Il documentario alterna opinioni scientifiche con le considerazioni di una serie di sportivi che hanno modificato la loro dieta e i cambiamenti che questo ha portato ai loro corpi e come ciò si è riflettuto sui loro risultati sportivi.

The Keepers

The Keepers è una serie documentaristica del 2017, ideata e diretta da Ryan White.

Il tutto comincia nel Maryland, il 7 novembre 1969. Nella cattolicissima Baltimora scompare misteriosamente una suora, Catherine Cesnik, insegnante in un istituto femminile fra i più rispettabili e ambiti della città, gestito da numerose religiose e da un paio di sacerdoti.  Il suo cadavere verrà ritrovato mesi dopo in una discarica.

La serie è composta da sette pesantissime puntate digeribili solo dai super-appassionati di cold case. Il racconto si snoda tra una decina di ragazze, oggi nonne, riunitesi nel comune intento di far giustizia dell’omicidio di suor Cathy, e il racconto dei terribili momenti vissuti da molte studentesse all’interno dell’istituto.

Made in USA (2019)

Concludiamo con il documentario, distribuito da Netflix e prodotto dalla casa di produzione degli Obama, che quest’anno si è aggiudicato un Oscar. I due registi seguono l’apertura di una filiale americana di una azienda cinese in quella che un tempo era una fabbrica della General Motors, chiusa a causa della crisi economica. All’inizio la speranza dei lavoratori è che queste nuove opportunità lavorative risollevino l’area ormai in declino; ma presto è ben chiaro che gli standard di produzione cinesi sono impossibili da eguagliare in un paese che valuta diversamente i diritti dei lavoratori. Il documentario segue le storie di alcuni dei lavoratori e dei dirigenti, sia americani che cinesi.

 

 

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