Parasite torna al cinema e questo è il vostro momento per redimervi

Stanotte Parasite ha fatto la storia.

Quel premio per il Miglior Film potrà essere non totalmente inaspettato, potrà non essere la rivoluzione di cui tutti parlano, ma è sicuramente un traguardo che nessun film in lingua non inglese è stato capace di raggiungere prima.

Questo Parasite che dopo la vittoria a Cannes si è intrufolato un po’ alla volta nelle stagione premi, fino a strappare la statuetta di mano a 1917, dato per settimane come vincitore certo. Quattro statuette che segnano l’ingresso definitivo del cinema sudcoreano nel mercato internazionale.

E per celebrare i successi del film di Bong Joon-ho, Parasite è tornato in sala a quattro mesi dalla sua uscita, per dare la possibilità a chi se lo fosse perso la prima volta di recuperare e rimediare a un grande errore.

Parasite parte con semplicità: la famiglia in difficoltà economiche che, con tanta astuzia e false credenziali, si fa assumere da una famiglia benestante, i Park, completamente ignara di essere vittima di una serie di raggiri. Il film comincia così, come una commedia grottesca in cui i poveri devono ingegnarsi per sopravvivere e i ricchi possono permettersi di essere naif. Questo gioco di inganni diventa sempre più borderline e quando alla fine sembra essere stata raggiunta una parvenza di normalità ecco che in due scene l’intero film cambia, trasformandosi rapidamente in un thriller dalle sfumature più oscure. Sui quattro “parassiti”, che avevano pianificato attentamente ogni loro mossa, si abbatte il caos dell’improvvisazione.

E presto quello che sembra un accorato, ma ponderato film sulle schiaccianti diseguaglianze sociali presenti in Corea del Sud tra ricchi e poveri, rompe gli argini in una spirale fuori controllo che travolge lo spettatore senza possibilità di riparo.

Bong Joon-ho è molto bravo a costruire un azione chiara e senza fronzoli; funzionale, che sfrutta al massimo la scenografia che contrappone lo spazio caotico e claustrofobico della casa dei Kim agli spazi ampi e alle vetrate della casa dei Park.

Parasite è un film fatto di livelli, che si sviluppa in altezza, come ad esplicitare in forma visiva la solita metafora delle classi sociali, che è l’unica visione classica di un film che non semplicizza i personaggi, limitandosi a far compatire i poveri e aizzare contro i ricchi. In Parasite tutti i protagonisti vagano in una zona grigia e qui la signora Kim fornisce sicuramente una delle tante verità del film quando afferma che i Park “sono gentili perché sono ricchi”.

P.s Guardate il film in inglese e non fatevi del male con la versione in italiano.

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