The Witcher – Alla fiera di Cintra, per due Oren, un bel casino temporale Netflix compró

Sei romanzi, una trilogia di videogiochi, un film abbastanza meh, fumetti ed ecco ora la serie televisiva approdare su Netflix.

The Witcher aumenta il suo bacino mediatico, entrando di petto nella lista dei telefilm dal quale non ci aspettavamo nulla e che, invece, ci hanno fatto ricredere. Occhio, non stiamo urlando alla perfezione ma al piacevolmente sorpreso.

Ma prima di cominciare, vi ricordiamo la sezione spoiler alla fine dell’articolo e ci concediamo un  un commento videoludico:

Non soffrivamo tanto da quando abbiamo dovuto recuperare Dandelion in giro per Novigrad.

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Detto ciò, procediamo signori miei, che abbiamo tanta ciccia da disossare.

In un medioevo pieno di mostri,  vampiri e principesse maledette, si aggira il nostro witcher, lo strigo Geralt di Rivia, una sorta di ammazzamostri di professione. Di poche parole, ma molti sbudellamenti; offre i suoi servizi a chi ne necessita, in un Continente che mastica e sputa tutto ciò che è diverso, tra reali maledetti, maghi politicamente scorretti e improbabili compagni di viaggio.

Dobbiamo dire che non eravamo esattamente contente quando Netflix ha annunciato la serie. Reduci degli scempi subiti da tantissime saghe letterarie, stavamo difendendo la storia del nostro Geralt, come una mamma gatto difende il suo gattino.

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Non ci piaceva la scelta del cast; chi troppo giovane, chi troppo vecchio, chi con poca esperienza, chi con un curriculum capace di eclissare gli altri. Ed invece, signori miei, solo applausi.

Henry Cavill ci mette anima e corpo per personificare Geralt, arrivando anche a ridoppiare le battute per rendere al meglio il tono graffiante e gutturale dello strigo.  Buone anche le coreografie del combattimento e lo stoicismo nelle espressioni.

Ma VOGLIAMO UN GOLDEN GLOBE PER JOEY BATTEY PER AVER DATO VITA AL MIGLIOR JASKIER / RANUNCOLO / DANDELION DI SEMPRE! Le battute, le canzoni, i movimenti. Basta, io adoro quest’ uomo.

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A.D.O.R.O.

Anya Chalotra ci coglie impreparati, con una potentissima Yennefer, gestita magnificamente nonostante la giovane età e la poca esperienza cinematografica. Freya Allan, nei panni di Ciri, ugualmente sorprende, alternando il suo personaggio tra la delicatezza e la caparbietà. Bravissima MyAnna Buring, con una Tissaia da standing ovation. Stessa cosa per Jodhi May e la sua c****ttissima regina Calanthe (smettetela di odiarla, ha i suoi motivi, credeteci). Ci piace anche Anna Shaffer,  sebbene non rispecchi esattamente il nostro prototipo di Triss Merigold -soprattutto considerando che doveva essere molto più giovane di Yen- ma la ricorda tantissimo nei modi e nei toni.

Insomma, il cast femminile ci è piaciuto davvero davvero tanto. E sinceramente, eravamo molto prevenute, ma il lavoro fatto risulta a nostro avviso notevole.
Basta mettere a confronto Gaia Mondadori (Pavetta) e Freya, per capire la cura di dettagli con il quale è stato affrontato il casting.

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Ma passiamo al reparto tecnico. Non ci ha completamente convinto la fotografia. Inizialmente ci piaceva, ma più si procede con la storia più restiamo confuse. Troppe differenze di temperatura, a volte sovraesposizioni non necessarie e luci eccessivamente abbaglianti. Inizialmente il tutto poteva essere dettato dall’intreccio temporale, poi anche questa teoria è andata alle ortiche.

E tornando all’intreccio narrativo, ecco il vero clou della nostra recensione.

La linea temporale si divide in realtà in tre trame, che partono in punti diversi, per poi convergere sul finale. Benissimo, se non che allo spettatore servono 6 episodi su 8 per riuscire a capirci qualcosa. In più, il tutto non è certo aiutato da una geografia dei luoghi completamente oscura; perchè, se Game of Thrones aveva un pregio, quella era la sigla dove te faceva capire esattamente ‘ndo cavolo stava la gente. Qua no, i nomi vengono lasciati lì, al caso, e solo chi ha masticato già la storia precedentemente riesce a raccapezzarsi tra i vari spostamenti. Ho capito che non esiste una mappa ufficiale, ma almeno dateci una vaga idea! ( Visto che siamo della redattrici brave, ecco la nostra vaga idea. )

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Ultimo commento agli effetti speciali. Personalmente li reputiamo negli standard di Netflix, riusciti bene ma non spettacolari sui mostri; tuttavia non affatto male negli effetti visivi, specialmente quando si parla degli incantesimi. E se pensate di potervi lamentare, vi rammento del film…

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E ora passiamo alla sezione succosa, dove liberiamo le fangirl incatenate nei meandri dei nostri animi e le facciamo sfogare per un po’ sulla tastiera. Ed ovviamente SPOILER!

CALANTHE DID NOTHING WRONG! Voi dovreste baciare la terra su cui quella donna cammina, non sapete cosa ha (involontriamente) causato Geralt salvando Duni *piccolopezzodistercoavariato*

– Best personaggio inquietante a Marilka L’ammazzanimali. Ho pregato per Rutilia ad un certo punto.

– 1 like, 1 pray for Renfri

– La parrucca di Geralt continua sembrarmi un topo con la permanente

Jaskier, Rockin’ Bard of Our Hearts!

-Toss a coin to your witcher, oh valley of plenty, oh valley of plenty, OHOHOHHHHHH!

– Voglio una playlist con tutte le ballate di Jaskier

– Se vi viene quel brividino alla nuca quando parla Tissaia, tutto normale. È la voce di Anna Henrietta nel videogame.

– Quando andiamo a Toussaint?

– La scena del ballo tra i reali e i maghi era bella come poche cose

– Mi aspettavo di odiare Triss e invece è una patata

– L’episodio della striga quasi ci causava un coccolone

– Fratelli incestelli is a must for every modern fantasy

-La battaglia di Sodden è stata bellissimissimissimissima! Ma…

– WHERE. IS. MY. PHILIPPAHHHHHHHH!?!?! Perchè ce sta Yen a guidare i maghi?! Per farla più figa? Ma lei è gia gnocca di suo! Dateme Philippa, dannazione, che una delle poche cose buone che fa, è fare il c*** ai nilfgardiani!

– And Yennefer said DrogonWho???

– Aspettiamo qui la seconda stagioni, quando voi piccoli pargoli capirete (forse) perchè DUNY E’ UN FIGLIO DELLA M***A!

 

 

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