SEE – Recensione NO SPOILER

Attraverso il nuovo servizio streaming Apple TV +, possiamo accedere ad un nuovo catalogo di prodotti televisivi e cinematografici, tra cui la serie tv che andiamo a recensire oggi.

Ambientata in un futuro distiopico in cui la popolazione mondiale è stata vittima di un letale virus, SEE mostra come i pochi superstiti si siano organizzati e riuniti, col passare delle decadi, in piccole comunità di persone divenute tribù. Il male però continua a tormentare gli esseri umani, avendoli resi ciechi in seguito al virus.

Questa condizione ha fatto si che essi iniziassero un involontario processo di retrocessione allo stadio di popolazioni quasi preistoriche, coperte di pellicce, con usi, costumi e credenze mistiche, legate agli elementi e alle forze della natura, e atteggiamenti bellici più ”selvaggi” dei nostri.

I nostri protagonisti sono la famiglia del capostipite della tribù degli Alchenni, ovvero Baba Voss (Jason Momoa) sposato con la partoriente Maghra (Hera Hilmar) che alla fine del primo episodio darà alla luce due gemelli, Kofun e Haniwa.

Le credenze e certezze del mondo attuale, cadono quando si scopre che i due neonati possiedono la capacità della vista, che cambierà per sempre la loro vita.

La serie descrive come, senza la possibilità di vedere, una comunità in difficoltà riesca a risorgere e ad affermarsi, creando poi tutti i mezzi necessari per la propria sicurezza e sopravvivenza: come ad esempio la costruzione di una struttura molto geometrica e ripetitiva di abitazioni, contornata da un sentiero di corde per permettere a chi si muove di raggiungere il proprio obiettivo, l’invenzione di un linguaggio per comunicare in caso di attacco nemico, o ancora la scelta di utlizzare dei nastri annodati come mezzo di comunicazione, versione più primitiva e che richiama alla lontana il codice Braille che conosciamo noi.

Durante la serie ho notato che viene data molta enfasi ai respiri e ai suoni ambientali, ci sono infatti molti momenti di silenzio da parte delle persone a favore di essi, e tu spettatore ti concentri con loro ad ascoltare, a farti guidare e a percepire il mondo circostante dal loro punto di vista.

Un punto a sfavore, ma che glielo si può perdonare, è che alcune volte gli attori non sono riusciti a rimanere nei loro personaggi affetti da cecità, salutandosi a vicenda e riconoscendosi senza avere in pratica nessun elemento per capire chi stava difronte a loro, ma posso capire che sia difficilissimo quindi ci sono passata sopra.

Nel complesso ho trovato See una serie interessante, con momenti si di trama traballante e lenta ma che viene compensa da momenti di riflessione e rapporto con la natura molto belli.

Serie consigliata!

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