Cena con Delitto a.k.a. Knives Out – NO Spoiler

Una famiglia numerosa riunita per un compleanno.

Un anziano autore di thriller, Harlan Thrombey, che muore in circostanze sospette, ma che fanno pensare ad un suicidio.

Un investigatore privato, Benoit Blanc, deciso a scavare a fondo in una vicenda che sembra già conclusa.

Tutti i Thrombey sono sospettati e tutti sembrano nascondere qualcosa.

All’inizio Knives Out si presenta così, come un giallo deduttivo, un classico whodunit alla Agatha Christie dove un investigatore è circondato da una lunga serie di sospetti e deve risolvere un caso ricco di interrogativi, che allo spettatore verranno svelati lentamente lungo la trama. Ma presto questa struttura viene alterata, dando spazio ad una vena di commedia. I personaggi sono da scoprire un po’ alla volta e lo spettatore, insieme all’investigatore Blanc, capisce presto che più che fidarsi di ciò che dicono è meglio prestare attenzione a ciò che fanno per carpire la verità. La regia di Johnson li dipinge sì come delle macchiette, come d’altronde sono molti dei personaggi dei romanzi della Christie, ma allo stesso tempo è proprio questo loro essere convenzionali a creare un ambiente funzionale alla storia.  Vederli interagire tra di loro è come vedere Gosford Park abbracciare la commedia nera e quel che ne viene fuori sono scene esilaranti, in cui tutte le maschere cadono a favore dell’avarizia e dell’astio, mentre sullo sfondo si stagliano gli unici che dalla morte dello scrittore non ottengono nulla: l’investigatore, i due poliziotti che lo accompagnano e Marta, l’infermiera del capofamiglia.

Nel film brillano Ana de Armas, nei panni di Marta, che riesce a sembrare assolutamente sconvolta da ciò che sta accadendo accanto a lei dal primo all’ultimo minuto, una dei pochi personaggi con cui lo spettatore, indignato dal comportamento di tutti i Thrombey, riesce ad empatizzare.

Chris Evans dimostra finalmente al mondo di essere in grado di interpretare un personaggio incredibilmente spiacevole, vestendo i panni di Ransom Thrombey, che sembra avere come unico scopo quello di scroccare soldi e portare zizzania. É  il maggiore tra i nipoti di Harlan, interpretato magistralmente da Christopher Plummer, che ha l’arduo compito di interpretare l’unico dotato di senno ed equilibrio nella famiglia. Anche dopo essere morto.

Alla fine quella di Johnson non è una storia originale, anzi presenta una trama vista e rivista; ma il modo di raccontarla cambia continuamente, come un gioco di scatole cinesi, un mix di generi e toni che crea l’imprevedibilità necessaria e che spinge lo spettatore a cercare di mettere insieme gli indizi, ma che allo stesso tempo lo diverte con un umorismo senza regole.

 

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