Frozen II – Il Segreto di Arendelle e i recap, quelli belli – NO Spoiler

Signore e Signori, Disneyani e Pixariani, pro Anna e pro Elsa, il momento è giunto. Ma prima di iniziare, informazione di servizio:

Si avvisano i gentili lettori che ci sarà una sezione spoiler, adeguatamente segnalata, alla fine dell’articolo perché ci dovremo pur sfogare con qualcuno. Vi ringraziamo per la cordiale attenzione e vi auguriamo una piacevole lettura

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Dopo sei anni dal primo lungometraggio, Frozen torna al cinema con una nuova avventura, dopo che quella che sembra una maledizione si abbatte su Arendelle.

Elsa comincia a sentire una voce chiamarla a se, ma la regina sembra intenzionata ad ignorarla per continuare a vivere in pace con sua sorella. Ma la situazione si complica presto quando Aria, Acqua, Fuoco e Terra si ribellano contro il piccolo regno per motivi sconosciuti e sta alla nostra allegra brigata scoprire cosa stia succedendo. Anna, Elsa, Kristoff, Olaf e Sven dovranno partire per il profondo nord ed addentrarsi in una foresta misteriosa abitata da un popolo misterioso, i Northuldra, per salvare la loro casa.

La storia, ambientata tre anni dopo il primo capitolo, non diverte molto dall’originale del 2013 a livello di trama, nonostante cerchi di rispondere ad alcuni degli interrogativi lasciati dal primo film sopratutto sui genitori delle protagoniste e sulle origini dei poteri di Elsa. Nonostante la mancanza di una sceneggiatura meno curata, il fatto che il film ponga al centro della storia un mistero, la ricerca di una verità che sembra perduta e che può essere ritrovata solo in un mistico luogo riesce ad intrattenere lo spettatore, che tanto quanto i protagonisti vuole sapere da dove provenga questa mistica voce che ha dato inizio alle vicende.

Purtroppo però è difficile ignorare la superficialità con cui vengono trattati i nuovi elementi della storia: il nuovo popolo, il mito del luogo misterioso in grado di mostrare il passato, i nuovi scenari misteriosi e le creature che li abitano e in generale tutte le novità che avrebbero potuto creare spunti interessanti vengono menzionate di sfuggita a favore di dinamiche narrative già esplorate nel film precedente. Ed è un peccato che non siano stati inseriti nuovi personaggi di spessore, ma soltanto ruoli minori influenti solo fino ad certo punto all’interno della storia.

Punto a favore è come la storia sia restata incentrata sui due personaggi femminili, anche più che rispetto al primo film: Anna ed Elsa hanno in mano le redini della vicenda, sono personaggi dinamici che non hanno bisogno dell’aiuto di nessuno per raggiungere i propri obiettivi, sicuramente non di un uomo. Ma proprio questa necessità di dare ad Elsa ed Anna ancora più spessore ha finito per appiattire un po’ tutti gli altri, inclusi Kristoff e Olaf che sono fanno da sfondo più che altro, nonostante abbiano ognuno la propria canzone.

Ad un primo ascolto le canzoni non sembravo tanto incisive come quelle del primo film, almeno questa è l’impressione durante la visione. Si inseriscono bene nelle scene, ma si ha l’impressione che manchino della stessa potenza di “Let it Go” & Co.

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Ecco. Non fatevi ingannare. Perché dopo 20 minuti di “Non so se le canzoni mi piacciono” è partito il karaoke generale, ancora in corso a 24 ore dalla visione del film. E visto che siamo una casa internazionale “Nell’Ignoto” l’abbiamo già ascoltata in 3 lingue e confermiamo che il ritornello ti si infila in testa con la potenza di una trivella. Consigliamo cautela.

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A livello grafico il film è ancora più spettacolare del precedente e la palette colori autunnale è troppo bella per essere vera. E il film è decisamente migliore a livello visivo, con questi panorami da togliere il fiato che fanno sembrare i protagonisti insignificanti, scelta decisamente conscia considerando l’importanza della natura che si ribella all’interno del film.

Un film sicuramente all’altezza dei canoni Disney, che sicuramente non impressiona quanto il primo, ma propone degli spunti interessanti e offre un ottimo intrattenimento che farà sicuramente impazzire i più piccoli, che adoreranno le ambientazioni e le scene ricche di magia, senza parlare del ritorno del pupazzo di neve più esilarante di sempre.

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LUI.

SEZIONE SPOILER BECERI

  • Il recap del primo film di Olaf è il momento più alto del film. Non penso ci siano parole per descriverlo.
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  • Dovete smetterla di darmi ninna nanne belle su cui ossessionarmi. Perché poi si innesta una reazione a catena che non è priva di conseguenze.
  • Vorrei capire chi ha detto ad Olaf che da grande tutto ha un senso. No perché è una menzogna e qualcuno dovrebbe dirglielo.
NonContinuareConQuestaMenzogna
  • Come facciano Elsa ed Anna a riconoscere nella statua di ghiaccio il padre e non la madre resta un mistero.
bah
  • Cavolo, la renna parla.
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  • Kristoff e la sua canzone stile videoclip anni’80 con le renne a fare da coro. E le dissolvenze. Che manco nei peggio video neomelodici.
  • Mostrare come sono morti i genitori di Elsa ed Anna è stata una crudeltà decisamente non necessaria.
  • Il cavallo continua a crearmi dubbi, mitologicamente parlando.
  • Non ho bisogno di 15 cambi di vestiti durante il film. Ma che è? Sailor Moon?
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  • E per inciso magari fare Elsa ed Anna con una fisionomia umana non sarebbe male, invece di creare parametri irraggiungibili. Emancipiamoci un po’.
  • Allora. Ma cos’è questa fissa di far scogliere il pupazzo di neve? É la seconda volta che lo facciamo fuori per 15 minuti.
  • Si era visto l’andazzo di Anna regina a tipo 4 minuti dall’inizio. Ma sarebbe stata la scelta più ovvia già dal primo film.

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