Last Christmas e i 90 minuti in cui ho sperato di avere torto – NO Spoiler

In questo momento non posso neanche credere di essermi lasciata trascinare al cinema per vedere Last Christmas, nonostante tutti i segni rivelatori del trailer che mi avevano preannunciato un film tutt’altro che piacevole. Ma i miei amici sanno essere, a quanto pare, parecchio convincenti e quindi ho dovuto capitolare e seguirli in sala per vedere questo lungometraggio diretto da Paul Feig (Ghostbuster, Spy, Le Amiche della Sposa) e scritto da Bryony Kimmings e Emma Thompson.

Per non correre il rischio di spoilerare, sulla trama posso dire davvero poco, quindi mi limito ad accennarvi che: in prossimità delle festività , Kate,  commessa in un negozio di articoli natalizi ed aspirante cantante senza molto successo; incontra Tom, un uomo molto diverso da lei, che comincerà a farle vedere le cose in modo diverso.

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Una parola in più e vi ho praticamente svelato il finale, quindi fatevi bastare questo. Ma se proprio volete spoiler, ascoltate i primi 10 secondi di Last Christmas, canzone a cui è ispirato il film, e avrete le vostre risposte. Non vi dovrete neanche spingere fino al ritornello.

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Il film è prevedibile oltre ogni immaginazione, ma non è neanche questo il punto.

Il punto è che dopo aver capito cosa accadrà, lo spettatore medio passerà i successivi 70 minuti in attesa della gran rivelazione, che non so come viene nascosta fino alla fine del film. Non ci sono parole per spiegare il disagio dei plot twist di questo film. Sono qui a scrivere alla ricerca di frasi dotate di senso, ma la rabbia mi assale, perché c’erano mille modi per rendere questa storia migliore senza rovinarne il tema centrale, ma questo è decisamente il peggiore di tutti.

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Certo, c’è Londra e la sua aria natalizia, le canzoni degli Wham e quello spirito di redenzione nell’aria che ci spinge ad essere persone migliori; ma nulla riesce a salvare il film. Non solo dalla trama superficiale, ma anche da una trovata narrativa che crea davvero parecchio scetticismo e che lo spettatore non riesce ad accettare e comprendere.

E il montaggio non aiuta per nulla, senza struttura e a tratti senza alcun senso, con primi piani di personaggi totalmente a caso.

Anche Emilia Clarke risulta debole nel suo ruolo di protagonista, persino Emma Thompson non stupisce. Henry Golding è senza infamia e senza lode (ma sempre con un bellissimo sorriso e l’accento British più bello di sempre, che in Italia non potremmo neanche goderci) e alla fine del film ringraziamo l’Universo per la presenza di Michelle Yeoh, che almeno è badass come sempre.

Michelle_Yeoh_affjob
DO NOT FORGET!

In conclusione il film è senza mordente, prevedibile e con canzoni degli Wham inserite a caso. Io personalmente sono tornata a casa sognando Love Actually e Hugh Grant che ballava.

Vi lascio il trailer. Ma è spoiler anche quello, quindi se avete intenzione di vedere il film al cinema, evitate di guardarlo.

5 pensieri su “Last Christmas e i 90 minuti in cui ho sperato di avere torto – NO Spoiler

    1. Guarda di solito anche a me. Ma stavolta, sarà perché ho effettivamente capito cosa stava succedendo troppo presto, non sono proprio riuscita a farmelo piacere.

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