“Spider-Man: Far from Home” e le eterne capacità di helicopter parenting

Spider-Man: Far From Home, ultimo capitolo della Fase 3 del Marvel Cinematic Universe, nonché primo film dopo i distruttivi eventi di Avengers: Endgame (2019), arriva finalmente anche nelle sale italiane e noi siamo pronte a parlarne!

Sono passati alcuni mesi dalla battaglia finale contro Thanos e il mondo sta ricominciando lentamente a girare. A scomparire in seguito alle decisione del titano viola non era stato solo Peter Parker, ma anche zia May, il migliore amico Ned e i principali compagni di classe.

E così ci risolviamo veloce veloce il gap di anni per mezzo cast.

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Peter sembra volersi lasciarsi alle spalle il trauma, distraendosi con l’imminente gita scolastica in Europa, durante la quale vorrebbe dichiararsi a MJ. Ma Nick Fury non sembra essere dello stesso parere. Spider-Man finirà a far squadra con Quentin Beck, un eroe arrivato da un altro universo per dare la caccia agli Elementali, mostri giganteschi che rischiano di distruggere il pianeta.

Insicuro e ancora spaesato, Peter riserverà in Beck la speranza per la futura salvaguardia del pianeta, ma i pericoli che lo aspettano metteranno a dura prova la sua determinazione. Spider-Man dovrà insomma uscire dal voragine di disperazione aperta da Endgame. Riuscirà il nostro Parker a diventare un Avenger a pieno titolo?

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Passiamo ora a una nuova fase della nostra vita” spiega uno studente al tg del liceo ed infatti è proprio così. Sebbene questo film chiuda ufficialmente la ormai famosa Fase Tre, il secondo capitolo dell’Uomo Ragno sembra appartenere a tutti gli effetti ad una nuova era. Ci bombarda di novità, sconosciute informazioni, brillante dinamiche, possibili intrecci e rapporti di forza.
Alla fine, capiremo molto, ma resteranno tanti interrogativi.

Ma a parte eroi e minacce interdimensionali, Spider-Man: Far From Home è prima di tutto un teen movie.

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Quasi tutta la prima metà del film tiene ai margini le questioni da supereroi per mettere in luce il Peter-Neverending-Teen (ormai non sappiamo più come spiegarci gli eterni “sedici anni”) e i suoi amici; MJ su tutti, che finalmente si svela al pubblico.

Tra la sicurezza mondiale perennemente in allarme e la  gita da sogno in Europa in primo piano, Spider-Man ritrova l’essenza dei fumetti: la fatica nel gestire la vita personale e l’identità da giustiziere mascherato.

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La squadra messa al lavoro sembra ancora più in forma, rispetto al brillante prequel; sono riusciti infatti a creare un simposio perfetto delle due anime del fumetto stesso.

La prima, quella allegra e goliardica di una commedia scolastica, con uno humor basato sulle strampalate dinamiche di gruppo, rende chiaro che il film si rivolge a un pubblico più giovane. Si crea un umorismo che fortunatamente non scade mai nel banale tanto caro alle commedie di genere; ma anzi gioca sapientemente con certi cliché. Certo, non li rovescia del tutto, ma li rende comunque meno prevedibili.

Superata la prima metà del film, le disavventure della classe di Peter si intrecciano sempre più con la minaccia di turno, colorando anche le scene più avvincenti di quelle sfumature ironiche che alleviano la tensione al momento giusto. In questo senso, bisogna dire che la regia di Watts segue la sceneggiatura in modo esemplare, senza cali di ritmo o intermezzi fuori luogo. L’umorismo adolescenziale, insomma, si incastra perfettamente nel minutaggio restante, senza sprechi o forzature.

Ed ecco quindi l’altra anima, quella smaccatamente cinecomic. E non stiamo parlando solo degli ottimi effetti speciali o dei coreografici combattimenti (specialmente durante lo scontro finale), piuttosto dei temi che si intrufolano lentamente, ma di prepotenza, tra le gag e le insicurezze adolescenziali.  Peter si prende il giusto tempo per fare i conti con le responsabilità, ma soprattutto con la necessità di andare avanti per la propria strada.

Insomma, aleggia l’arietta di…

 

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La sceneggiatura di Sommers e McKenna danza magnificamente tra la commedia e l’action movie.  Jon Watts, sebbene inizialmente non particolarmente brillante nelle scene di azione, ci regala  nella seconda parte inquadrature e coreografie da capogiro, con chiari riferimenti al capolavoro animato della Sony.

Nel complesso, il tutto crea uno dei migliori film tirati fuori dalla Marvel; tagliato bene sulle misure, sul target e sulle caratteristiche del personaggio. Il tutto risulta brillantemente interconnesso, recuperando anche fatti e comparse di TANTISSIMI anni fa. Un tocco davvero di classe che rende più evidente che mai il vero tema del film.

Quello che è ormai quasi l’eterno ragazzino dell’Universo Cinematografico é anche colui che fa continuamente le spese degli errori, voluti o meno, degli adulti. Non è l’unico rimando a dinamiche e polemiche del mondo odierno, ma è l’unico che si può descrivere senza fare spoiler.

E c’è poi la patata bollente, Mysterio, che è difficile spiegare senza scivolare nei leak. Jake Gyllenhaal ci regala un personaggio enigmatico, avvincente e assolutamente imprevedibile . Nel giro di pochissime battute, conquista gli spettatori e instaura con Spider-Man uno speciale cameratismo. Ma Mysterio è un personaggio assurdo nei fumetti e resta tale anche qui.

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In conclusione, il film chiude il cerchio sulla Saga dell’Infinito, calcando inizialmente un po’ la mano sulla commedia adolescenziale, ma nel giusto, viste le esigenze spettatoriali. Nonostante tutto, diverte e intrattiene, per due orette che volano, con una seconda metà molto più intensa e significativa, concentrandosi poi su un finale da capogiro; che rende giustizia al personaggio di Spider-Man e al Peter Parker di Tom Holland.

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*Coglietela, pls*

SPOILER

PRO

  • In vista della sua imminente morte, Tony Stark ha davvero creato il più grande sistema SATELLITARE di helicopter parenting!?
  • E comunque un esercito di droni sarebbe stato uno di quei regali che May avrebbe disapprovato.
  • Ho pianto tutte le volte che compariva Happy. I missed my grumpy boy.
  • Fare quella mezza inquadratura di profilo in cui effettivamente Gyllenhaal, dopo aver messo gli occhiali, sembra Tony è stato un colpo da maestro. Ci inchiniamo.
  • La scena dei tulipani è una versione economica delle sessioni dallo psicologo che la Marvel ci doveva dopo Infinity War ed Endgame. Se non avete pianto siete delle brutte persone.

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  • E.D.I.T.H.
  • Però mi manca Karen.
  • Ma quella scena finale quando Peter salta ed elimina tutti i droni grazie al senso di ragno? COREOGRAFIE 10+ !
  • Jake Gyllenhaal è grandioso nei panni di Mysterio (ma mi sono un po’ stancata dei cattivi che hanno ormai tutti le stesse motivazioni; dateci un nuovo KillMonger o Thanos, su su).

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  • il film ci toglie l’amarezza lasciata da Endgame, senza tuttavia ridicolizzarne o semplificarne la portata degli eventi.
  • La scena in cui Peter lavora sull’armatura come il piccolo genio che è e Happy lo guarda con lo sguardo da cucciolo di foca è dolce e amara allo stesso tempo. Mi sto autoconvicendo sempre più che gli ultimi due Avengers non sono mai esistiti e il sestetto originale è soltanto a Bali a bere margarita sulla spiaggia. Io non ce l’ho fatta. Mi è partita Father e Son con tanto di quartetto d’archi è lucine colorate. Sipario.
  • Quel selfie metafora del futuro?

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  • MJ di Zendaya.
  • Sfasciateci pure questa ship e questa è la volta che davvero smettiamo di venire a vedere i vostri film al cinema. Sono così imbranati e tenerelli.

CONTRO

  • Ci manca Tony Stark. Ci mancherà sempre Tony Stark. Non ci sarà mai fine a questo dolore. Togliamoci il sassolino dalla scarpa da subito. Tanto lo sapete da che parte stiamo e andiamo avanti.

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  • Le gag da commedia adolescenziale, certe volte sono un po’ troppo.
  • Chi cazzo chiama il più grande genocidio globale “BLIP” !?!! A CHI AVETE FATTO SCEGLIERE IL NOME? AD UN GRUPPO DI BAMBINI DELL’ASILO!? AVETE FATTO SCRIVERE A MORGAN CINQUE PAROLE A CASO E POI LE AVETE PESCATE DA UN CAPPELLO???
  • Troppi pochi minuti di zia May
  • Mysterio muore… ma vaff**** (mi fido di Edith, però un po’ ci spero ancora…)
  • Il multiuniverse è tutta una frottola….  per ora. Tanto lo sappiamo dove state andando a parare; poi se vi ci impantanate cacchi vostri eh.
  • Lo famo sto salto temporale, Marvel? Basta con i liceali, su! Altrimenti Holland ce lo troviamo stagionato per il terzo capitolo!

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  • Il tipo che aiutò Obadiah a creare l’Iron Monger è ancora vivo e vegeto, fresco e pimpante per nuovi complotti. Tanto prima o poi t’acchiappiamo. Che poi vorrei sapere che cacchio vuoi tu dalla vita, Coso!
  • Mezza Stark Industry è figlia della merda. Ed è sempre bello sapere che neanche il tuo SUICIDIO PER IL BENE UNIVERSALE è abbastanza per certe persone. : )

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  • Onestamente il modo in cui il mondo viene a sapere che Peter Parker è Spiderman è un po’ meh.
  • Allora, è dopo quella mezza battuta in Ant-Man and The Wasp che aspettiamo che si palesi a noi Osborn. Suvvia Marvel, non cincinschi. VADAH.
  • FURY, GLI AVENGERS SONO TUTTI SCHIOPPATI, E TE NE VAI A FARE VILLEGGIATURA CON I KREE?!?!
  • Ma quindi Maria è sempre stata un kree??? Attentiamo delucidazioni Kevin.

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