Toy story 4 – Una nuova avventura

Il quarto episodio della saga animata “Toy Story”, che ha avuto i suoi natali nel 1995, ci riporta dai nostri eroi giocattolo e da Bonnie, la bambina a cui Andy, partendo per il college, lascia i suoi preziosi amici segnando la fine della sua infanzia e l’inizio dell’età adulta.

Il film ha come protagonisti i personaggi che abbiamo conosciuto fino ad oggi e nuovi “volti”, come Forky, creato dalla stessa Bonnie con materiale gettato nell’immondizia e una forchettina usa e getta.

Dal punto di vista del doppiaggio, il nostro cowboy non avrà più la tanto amata voce del grande Fabrizio Frizzi, venuto a mancare, ma quella di Angelo Maggi ( aka il doppiatore originale di Tom Hanks) che ben ha portato avanti l’eredità del suo predecessore.

Si uniscono al doppiaggio anche Luca Laurenti nel ruolo di Forky e Corrado Guzzanti ad interpretare Duke Caboom.

Il film segna tra le varie cose il ritorno di Boo Peep, che nel terzo non era presente, dal carattere più approfondito, con una presenza scenica più importante e un character design rinnovato.

PRIMI FILM

QUARTO FILM

Dal punto di vista grafico è come sempre meraviglia, è incredibile quanto le ambientazioni e i props siano realistici, è disarmante il fatto che ti sembri quasi di poterli toccare, ma che in realtà siano lungi dall’essere veri! La Pixar sotto questo aspetto è magistrale, sono dei mostri di bravura, dal più piccolo particolare a quello più evidente è tutto perfetto.

Ora, senza fare spoiler, parliamo della trama.

Woody, Buzz, Jessie e i loro vecchi e nuovi amici sono i giocattoli di Bonnie da qualche tempo, la bambina ora deve iniziare l’asilo, ma si stente triste e spaesata. Durante il giorno di prova crea Forky, attraverso materiali di scarto, e tutto le pare più roseo.

Forky, animandosi davanti allo stupore generale degli altri giocattoli, non è proprio convinto della sua natura e il suo unico pensiero è quello di ributtarsi nella spazzatura. Sarà compito di Woody evitare che accada, dato che la forchettina è divenuta il più caro compagno di giochi di Bonnie.

Dal punto di vista della regia le scene sono organizzate bene, con inquadrature studiate e non banali.

Dal punto di vista della sceneggiatura ho trovato qualche pecca, ma non eccessiva, principalmente viene data più importanza a personaggi secondari che a quelli principali, e alcuni di loro hanno un arco narrativo debole o lacunoso o che, in alcuni casi, si risolve in breve. Non il massimo per una sceneggiatura di grande valore. Per il resto non ho riscontrato grossi problemi.

La visione mi ha dilettato molto, ero scettica inizialmente, convinta che con il terzo film avessero chiuso la storia di Toy Story, pensavo non fosse necessario un’ennesimo seguito. La storia seguiva la crescita esteriore ma soprattutto interiore di Andy, donando i suoi giocattoli a Bonnie avevano chiuso alla perfezione il cerchio della narrazione. Invece direi di essermi abbastanza ricreduta, sono sempre convinta che non fosse necessario, ma ha dato spazio a una nuova storia, parallela ma altrettanto importante, di come i giocattoli siano importanti per lo sviluppo di un bambino.

Consiglio la visione di questo nuovo capitolo?

Si, ma con leggerezza, per divertimento e non per serietà, da vedersi come quasi uno spin off, così da prepararsi psicologicamente e non rimanere delusi. Il film diverte e diletta lo stesso, ma resta decisamente sottotono rispetto ai tre film precedenti.

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