Captain Marvel e la prima scampagnata intergalattica di Nick Fury

L’attesa è finita.

In occasione della festa della donna (dalla serie campagne pubblicitarie originali) Captain Marvel ha debuttato al cinema, sbaragliando il box office in un paio di giorni piazzandosi al settimo posto tra i film Marvel con gli incassi maggiori nel primo giorno in sala. Eppure non è che sia partita incredibilmente avvantaggiata.

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Per prima cosa l’aspettavamo già in Infinity War, dove era prevista la sua prima apparizione. Infatti, un po’ come era successo per T’Challa a.k.a. Black Panther in Captain America: ce le suoniamo di santa ragione per Bucky Civil War, l’idea della Marvel era introdurla in un film corale per ritagliarle già una fetta di pubblico.
Come già saprete, però, il piano è stato accantonato e a Carol Danvers si accenna solo nei titoli di coda.

Sicuramente non hanno aiutato la causa la serie infinita di polemiche durante il press tour del film, né tanto meno la fascia idiota della popolazione di internet che si è divertita a valutare negativamente il film su Rotten Tomatoes prima dell’uscita nelle sale. Insomma, non si può dire che per questo film sia tutto rose e fiori, ma ora è qui e finalmente anche la Marvel può affermare di avere un film tutto al femminile. Giusto?

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Ma procediamo in maniera ordinata.
Prima di iniziare ci teniamo ad avvisare i gentili lettori che, come da abitudine per i film Marvel, recensiremo il film in maniera più o meno professionale (per i nostri standard) nella prima metà dell’articolo; per poi lasciare al libero sfogo la fangirl scatenata che è dentro ognuna di noi con spoiler che saranno debitamente allertati.

Cominciamo dalla parte più o meno facile: la trama, che in questo caso non è proprio lineare.

Nel 1995, su Hela, pianeta dell’impero Kree, Vers, membro della Starforce (sorta di forza armata dell’impero) viene mandata in missione insieme alla sua squadra, capitanata da Yon-Rogg, per ottenere nuove informazioni sugli Skrulls, nemici giurati della sua gente.
E già abbiamo un sacco così di informazioni.

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Le cose non procedono esattamente come sperato e la nostra eroina si ritrova spiaggiata su un pianetuccio insulso, parecchio lontana da casa e con nemici in grado di cambiare le proprie sembianze alle calcagna. Per sopravvivere, in questo ambiente ostile chiamato Terra, si ritroverà ad allearsi con un giovane e ancora relativamente innocente Nick Fury che, sembrerà strano, ma agli alieni non crede poi molto. TE DO TEMPO QUALCHE ANNO, NICKY!

Ora, la trama è un po’ altalenante: ci sono momenti davvero ben sviluppati e sono riusciti a non incasinare troppo le cose con questo ritorno al passato, che sarebbe potuto essere catastrofico; ma allo stesso tempo bisogna ammettere che le parti più appaganti del film sono concentrate nella prima metà e dopo, nonostante una serie di colpi di scena, la trama non riesce a incuriosire lo spettatore come dovrebbe.

Non è semplice capire cosa non ha funzionato al meglio.
Il cast è di tutto rispetto: Brie Larson ha fatto un ottimo esordio come Captain Marvel, il personaggio di Ben Mendelsohn è incredibilmente sfaccettato, Lashana Lynch e Jude Law sono entrambi ottimi nei loro ruoli. Ma più passa il tempo e più ci convinciamo che gran parte del problema sia Samuel L. Jackson.

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Non lui come attore o personaggio. Giù i forconi.

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Ma siamo convinte che la necessità di ancorare una protagonista donna, mai introdotta prima, ad un personaggio adorato dal fandom, abbia prevalso sul suo ruolo di spalla, facendolo diventare un po’ troppo predominante e finendo per relegare troppo spesso in un angolo la nostra Brie. Per il giovane Nick Fury sono state scritte alcune delle scene migliori del film. Alla fine avevamo più domande su cosa sia successo a lui dal 1995 ai giorni nostri che sulla protagonista, che così bene non va.

Anzi va pure bene, un road trip Captain Marvel, Fury e Coulson sul sedile posteriore è una cosa di cui sento improvvisamente bisogno, ma è un altro film.

Nulla da dire sulla gatta. Lei vince tutto. Standing Ovation e Academy Awards per il Best Pet Ever.

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Non abbiamo molto da dire sul reparto tecnico, che come al solito rispetta gli standard altissimi della Marvel: e vai di navicelle spaziali, raggi fotonici e gente che cambia aspetto. Senza contare il ringiovanimento su Jackson che è tornato pischello.

La regia stavolta è stata affidata ad un duo decisamente giovane, che però fa esattamente quello che ci si aspetta da un film Marvel, nulla di meno e nulla di più. Un po’ più di impegno si è visto per quanto riguarda la fotografia e si vede da un miglio la mano di qualcuno che ha lavorato a Guardiani della Galassia.

Molto apprezzato anche questo viaggio indietro negli anni’90 tra musica, moda e Blockbusters.

Qui inizia la parte spoiler.

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Ve avvisiamo, eh.

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VADE RETRO!
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ULTIMO AVVERTIMENTO.

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-Cominciamo dal dire che il primo cameo di Stan Lee dalla sua morte fa male al cuore e per 30 secondi te ne freghi che la protagonista sia in una situazione di pericolo perché un attimo la vista ti si appanna e la tentazione di dare inizio ad un triste momento musicale intondando Country Roads con tanto di accendino ti viene.

-Considerazioni nel momento in cui appare Coulson:

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  1. “Agente!”
  2. Mio Dio cosa hanno fatto gli anni’90 ai tuoi capelli.

-Nick io ti voglio tanto bene, ma come agenzia segreta valete come una banconota da tre dollari. Cioè ho capito che avete concentrato tutte le vostre risorse per trovare un nome più accessibile, però una guardia di sicurezza all’ingresso lasciatecela. Più che un’agenzia governativa sembrate il mercato del pesce, tutti entrano ed escono come gli pare. Ci sono più infiltrati allo Shield che personaggi con daddy issues nel MCU.

Tesseract. Causa di problemi su C53 a.k.a. Terra a.k.a il letamaio dal 1943. Che se becco chi ce l’ha portata sta pietra blu sul nostro pianeta lo corco io di mazzate per conto di tutto l’universo Marvel.

-Gli alieni vogliono fare tutti i supertecnologici e non si accorgono che c’è una gigantesca navicella spaziale giusto fuori la nostra orbita?

-Cioè noi abbiamo fatto mezz’ora di casino nel primo Avengers e abbiamo quasi distrutto mezzo universo in Guardiani della Galassia per colpa di eserciti di alieni poco loquaci e invece arriva Carol Danvers fresca fresca come un fiore a primavera, che mette in fuga i più forti guerrieri dell’Universo in 5 minuti. Nick ma una telefonata non glie la potevamo fare prima? Perché non so tu, ma io un esercito di Chitauri lo identifico come emergenza. No, eh? Troppo facile.

-Siamo uscite dalla sala con alcune domande, principalmente legate alla seconda scena dopo i titoli di coda. Eh si, ce ne sono bene due a far aumentare l’hype generale per EndGame.

-Sono partite teorie, dubbi, riflessioni e chi più ne ha più ne metta, su come ci sia finito il Tesseract dall’ufficio di Fury, a dove lo abbiamo visto l’ultima (cronologicamente) volta in Captain America….

-Comunque la cosa più fantasy nel film non so le navicelle, gli alieni mutaforma o i gatti col musino da calamaro gigante, no! Il fantasy vero è Cap -quello americano…cioè quello biondo… cioè quello vecchio… cioè Evans, regà! (Io lo sapevo che finiva così)-, l’uomo chiamato Ignoranza Digitale, l’uomo che vi ricordo si emozionava con cose come il Mago di Oz e Galaga, l’uomo che se gli chiedevi della Apple ti lanciava ‘na Melinda; chiedere a BRUCE MOTHER FUCKER C’HO 18MILIONI DI DOTTORATI BURNER un reboot del cercapersone. IO NON CI CREDO CHE CAPITAN GHIACCIOLO SA SOLO CHE SIGNIFICA REBOOT.

-Comunque sfamatemi Evans, lo vedo troppo deperito. Ho capito che ha perso tutti gli amichetti di giochi, ma sta diventando di nuovo SfighySoldato.

-N’altra domanda, ma i sopravvissuti alla Vaporella, dal Wakanda a New York, come ce sono arrivati? Se stanno a New York… Nel nuovo quartier generale ….Se ce siete, vorrei capire chi cazzo v’aperto, ma vabb.

-Se non stanno a New York la domanda resta, COME AVETE TROVATO UN CERCAPERSONE DURANTE N’APOCALISSE???????????

-Bella la spiegazione dell’origine del nome Avengers, dalla scritta sull’aereo pilotato da Carol, non ci avremmo mai pensato! Ce sta! Bravo Nicholas!

-Un salutone affettuosissimo a Ronan, che ci sta a rompere l’anima da dieci anni. Che ancora non se stufa. Che prima di dar fastidio a tutta ‘na galassia, era già in combutta con Jude Law…. tra attori di bella presenza, se la intendono parecchio, diciamocelo!

-Abbiamo apprezzato molto che il film avesse un’importante nota femminista, con una la storia guidata da ben tre personaggi femminili, che sono stati la chiave per la soluzione della vicenda. I tre personaggi femminili, tra l’altro, indipendenti; perchè non hanno bisogno di uomini per portare avanti la propria vita. Quindi capite perchè un po’ ci incacchiamo quando me mettete Fury ovunque, tipo finocchietto selvatico!?

-Ah Nicholas Joseph, lasciame lavorare ‘ste ragazze! Che vedi che se ce stavano loro, lo Shield col cacchio che c’aveva gli infiltrati!

-Ma continuando con Fury; scena cringgissima di Avengers con Fury che dice a Cap: “L’ultima volta che mi sono fidato di qualcuno ho perso un occhio”. E tutti “Ohhh lacrymuccia” per poi scoprire questo!? NELLA MIA MENTE C’ERANO SCENARI APOCALITTICI DA ANNI E POI…NICHOLAS FURY NON SE FIDA PIU’ DI UNA PEPPA DI NESSUNO, DAL 1995, A CAUSA DI GOOSE LA GATTA.

-Ora quanti film dobbiamo aspettare per sapere cosa è successo a quel dannato occhio?

Sipario.

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