Voglio mangiare il tuo pancreas – Mai titolo ci lasciò più perplesse (NO SPOILER)

Nelle sale italiane è uscito il 21 Gennaio l’ultimo film della rassegna Nexo Anime al cinema: ” Voglio mangiare il tuo pancreas”.

Lo so cosa state pensando, ma che razza di titolo sarebbe?

Ma non preoccupatevi, la spiegazione arriverà durante la visione del film, lasciandovi forse altrettanto basiti, ma meglio di niente .

La storia si apre in un giorno di primavera in cui scopriamo che la nostra protagonista, Sakura (nome fantasioso, visto che ovunque sono sbocciati fiori di pesco.. ma fa niente), ha una malattia al pancreas e non c’è più niente da fare, la morte è inevitabile. Incontra un suo compagno di classe all’ospedale e tramite l’accidentale lettura del diario della ragazza lui scopre della malattia. Da quel momento le loro vite si intrecceranno e tra di loro si instaurerà un legame molto forte.

La storia è molto dolce e racconta la tematica della malattia con delicatezza, insegnando che non è mai sbagliato chiedere aiuto e non ci si deve chiudere in sè stessi. La paura è un sentimento primordiale, è come la vivi e come la affronti che è fondamentale.

L’animazione è molto bella a anche il character design, seppur non molto dettagliato. Penso che il regista si sia soffermato più sull’atmosfera da dare al film che sulla mera estetica dei personaggi, ma ha comunque messo in piedi un progetto di qualità.

Parlando di sentimenti, vorrei soffermarmi su una cosa: la costruzione di alcuni personaggi non l’ho apprezzata per niente. Questi soggetti, di cui non rivelerò l’identità per motivi di spoiler, sono stati dei gran maleducati e ficcanaso riguardo al rapporto che si è instaurato tra i nostri due protagonisti. Ma perchè? Vi costava tanto farvi un anfiteatro di affari vostri? Siete così frustrati dalle vostre vite vuote e noiose da doverle riempire con insulti verso il primo che vi capita davanti? Ma datevi una calmata!

Parlando invece di atmosfera ho adorato la scelta di dare molta luminosità a gran parte delle scene che trasmettevano vera e propria gioia, grazie ai tantissimi e coloratissimi fiori di pesco ai tanti momenti all’aperto.

Perché, trattare una tematica così forte, rappresentandola con immagini di questo tipo è un contrasto molto interessante, forse, un tentativo da parte del regista di dare una luce di speranza alla vita di Sakura, dicendole di non abbattersi, seppur stia vivendo un momento terribile; in parte questo lo si nota anche in un tentativo stesso della ragazza di vivere la sua situazione con un sorriso sulle labbra.

Bisogna sempre trovare del bello nelle cose, anche se la cosa più spaventosa che possa accadere pare inevitabile. Si devono vivere gli ultimi attimi con coraggio, testa alta e positività. Altrimenti questa non si chiamerebbe vita. Essa ha un suo corso, che purtroppo non sempre possiamo controllare. Dobbiamo saperlo riconoscere e trovare il modo di conviverci.

In conclusione, un film molto interessante e godibile, forse fra i tre il migliore della rassegna. Approved!

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