Colette – “La mano che tiene la penna scrive la storia”

Il film che andiamo a recensire oggi è ”Colette”, diretto da Wash Westmoreland, pellicola biografica basata sulla figura della scrittrice che ha segnato un’epoca.

Trama.

Ambientata nella Parigi di fine 800, la storia segue la vita della giovane Sidonie – Gabrielle Colette, ragazza di campagna che conosce e sposa il famoso e affermato scrittore Willy, percorso che la porterà a seguirlo nella capitale francese. La giovane si sente fuori posto e anche disgustata dallo sfarzo della Parigi altolocata e trova la sua nuova vita molto noiosa, mentre comincia a provare interesse per le arti performative.

Durante la loro convivenza accade che Willy, scrittore che si rivelerà fasullo dato che nessuna delle storie che lo hanno reso famoso è davvero sua, si trova senza collaboratori e chiede a Colette di aiutarlo prendendo spunto dai ricordi della sua infanzia in campagna. Nasce così il personaggio di Claudine, la cui fama avrà un crescendo sempre più forte e importante nella cultura pop dell’epoca.

Il film riflette molto sulla figura femminile, in tutte le sue sfaccettature, nel suo ruolo di Madre, figlia ma anche semplicemente di Donna è del suo rapporto con la società. Noi vediamo con gli occhi di Colette, empatiziamo con lei e percepiamo la sofferenza che prova per gli obblighi sociali che la vedono nel ruolo di moglie obbediente e passiva, sente sempre di più il bisogno di evadere da questa realtà, così grazie alla nascita e all’affermazione della figura di Claudine riesce ad trovare il coraggio di essere se stessa, uscire dagli schemi e a vivere una vita soddisfacente e appagante.

Ci sono altri personaggi femminili interessanti che come Colette tentano di farsi spazio e reagire di fronte a queste imposizioni sociali, come la figura della Baronessa che solo vestendosi da uomo si sentirà veramente se stessa.

Se le figure femminili rappresentano una rivalsa il marito di Colette, Willy, invece rappresenta la corruzione sociale francese del tempo, è dedito al fumo, alcol, al troppo mangiare e al tradimento. Non è un gentiluomo e non mostra mai di amare veramente Colette, il suo assomiglia più ad in desiderio di possessione che ad un sentimento sincero.

Il lento mutamento interiore di Colette diventa sempre più evidente via via che la storia procede ed è collegato al suo mutamento esteriore, dal taglio di capelli e al modo di vestire, avendo il suo apice verso il finale del film.

Il film è dolcemente poetico e coinvolgente, e la fotografia è luminosa e calda.

Come accennato il film sottolinea una rivalsa femminile in un periodo per loro ostile, se si nota i personaggi più interessanti, a 360° sono donne, perchè di loro che parla il film e colette è la voce del loro desiderio di rivalsa.

Consigliamo caldamente questo film, è un film da vedere perché fa riflettere, ti fa capire tramite simbologie le condizioni di periodo storico in cui la donna facilmente si ritrovava la causa di scandali perché desiderosa di far sentire la propria voce, imporre la propria presenza, e questo è sbagliato.

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