Il metodo Kominsky – Il valore dell’amicizia (NO Spoiler)

Oggi parliamo di una nuova serie Netflix chiamata ”Il metodo Kominksy”, che segue la vita di due anziani amici, chiamati Sandy e Norman.

I due uomini conducono vite diverse, il primo ha un passato da grande attore di Hollywood, strada che lo ha portato a diventare prima l’insegnante di recitazione di grandi attrici famose, tra cui la divina Jessica Lange, e in seguito professore di teatro di giovani promesse.

Il secondo ha vissuto una vita più tranquilla e ha conosciuto l’amore grazie alla sua unica compagna di vita, ormai purtroppo gravemente malata. Questo fatto farà riunire i due uomini, il cui rapporto da anni si era assopito e li condurrà su una nuova strada, quella che fa tornare la voglia di vivere e credere in te stesso e nelle tue capacità.

La serie riflette su temi profondi, come le paure, in particolare quella dell’abbandono, il ritrovarsi da solo ad affrontare il mondo che ci circonda.

Norman, pur nascondendo il suo vero umore sotto una corazza di rabbia e battute poco gentili, si sente perso, confuso, non sa che fare e si aggrappa ai ricordi della sua vita.

Sandy, anche se affronta le cose in modo diverso, interiormente si sente come l’amico: vorrebbe provare a spiccare nuovamente il volo con la sua carriera di attore, ma sotto sotto sa che non è facile. I due uomini avranno bisogno l’un l’altro per affrontare il peso degli anni, ritrovando la luce della speranza.

In questa serie si da molta importanza ai turbamenti interiori dei personaggi, sottolineando sempre un tema centrale della serie, i rapporti famigliari, alcuni buoni ed altri disfunzionali e quelli affettivi.

Un altro tema centrale è il rapporto con la morte, la sua incombenza e il non riuscire ad accettarla, muro che si innalza tra se stessi e gli altri ed è difficile trovare il coraggio di chiedere aiuto.

Dal punto di vista del cast, sono ottimi i due protagonisti: Michael Douglas è bravo e fascinoso, a volte proviamo pena per lui mentre maschera paure forti, insicurezze, diventando anche goffo nelle relazione interpersonali.

Alan Arkin dà al suo personaggio compostezza e serietà e alterna perfettamente momenti cinici e introversi, addirittura fragili, che ci fanno empatizzare con quello che sta provando.

I personaggi secondari sono molto interessanti: le rispettive figlie dei due amici, pur essendo completamente diverse tra di loro, sono accumunate dal rapporto teso con i padri; ognuna ha motivazioni diverse, si crea quindi una continuità, ma anche un certo parallelismo.

I fan di Grace e Frankie troveranno delle somiglianze tra le due serie, i temi sono simili e anche l’età dei protagonisti e dei loro famigliari è analoga, ma il regista riesce a distaccarsi regalando un punto di vista diverso e una prospettiva molto più seria e meno comica alla storia.

La serie, di breve durata, ci ha convinte: rappresenta bene una fase della vita, con le sue bellezze e le sue problematiche.

Noterete a fine visione che alcune questioni rimarranno irrisolte, al momento non è chiaro se sia stato fatto per scelta registica o per riprendere il discorso in una seconda stagione, vedremo!

Per concludere, consigliamo questa serie a tutti coloro che stanno avendo un momento difficile, perchè fa ricordare che non siete soli, che riusciete a trovare il coraggio di rialzarvi e che c’è sempre speranza e una soluzione. E, infine, non abbiate paura di cercare il sostegno di una persona amica.

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