Sharp Objects: le serie tv estive belle-NO SPOILER

Negli ultimi anni la HBO ci sta regalando delle piccole perle estive, serie tv piene di potenziale e con cast straordinari che ci accompagnano in queste giornate di calura.

Dopo il successo dello scorso anno di Big Little Lies, due giorni fa è approdata nelle tv americane Sharp Objects, mini serie di 8 episodi curata dallo stesso regista della serie con protagonista Nicole Kidman e basata sull’omonimo libro scritto da Gillian Flynn, autrice di Gone Girl.

La storia è incentrata su Camille Preaker, una giornalista con un serio problema di alcolismo, che dopo anni è costretta a tornare nella sua città natale Wind Gap per seguire il caso di due adolescenti scomparse. Il viaggio non solo la costringerà a relazionarsi con un luogo – e delle persone- da cui ha cercato in tutti i modi di distanziarsi, ma riporterà alla mente ricordi di un infanzia e di un adolescenza tutt’altro che idilliaca; specialmente per quanto riguarda i rapporti con una madre poco affettuosa, molto critica e chiusa nel suo mondo alto-borghese.

Come protagonista, brilla di luce propria una straordinaria Amy Adams, che in questo primo episodio dicendo poco e facendo pochissimo riesce comunque a creare un personaggio incredibilmente interessante ed enigmatico.

Questi primi 60 minuti si concentrano su di lei, svelando poco o niente del caso di cronaca, ma permettendoci di immergerci immediatamente nel clima di questo luogo sperduto nel Missouri, statico oltre ogni misura. Wind Gap è come come una bolla senza tempo, dove il confine tra presente e passato si fa labile e i flashback diventano una presenza assordante; un peso che si poggia sempre di più sulle spalle della protagonista e quelle degli spettatori. E, paradossalmente, è proprio questo elemento a spingerci ad andare avanti nella visione, ad incuriosirci, a farci desiderare di collocare un altro pezzo del puzzle che è la vita di Camille.

Quello del regista Jean-Marc Vallée è un modo di narrare elegante, poco artificioso e leggermente spigoloso; molto simile a quello di Dallas Buyers Club, uno dei suoi lavori più riusciti, che condivide con Sharp Objects la presenza di un personaggio in un ambiente ostile.

Straordinario anche il montaggio(sempre di Vallée), che intreccia le due linee temporali in maniera magistrale, rendendo impercettibili gli stacchi tra presente e passato. Non un momento di calo di attenzione; nonostante il ritmo lento e le lunghe inquadrature fisse, da spettatori restiamo concentrati senza distogliere lo sguardo.

Un primo episodio davvero promettente, con un cast eccezionale, una storia che promette colpi di scena interessanti, una regia degna di nota e delle scelte a livello di audio e musica che hanno piacevolmente sorpreso.

 

 

 

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