Coming (Out) of Age – Recensione Tuo, Simon [NO SPOILER]

“Hi Blue, I’m just like you”

Inizia così la mail che Simon scrive al misterioso Blue, attorno a cui girerà gran parte del film.

Ma andiamo con ordine.

Tuo, Simon (siamo tutti sotto shock perché non hanno storpiato il titolo) è l’adattamento cinematografico del libro Simon VS The Homosapiens Agenda (qui invece il titolo in italiano è diventato Non so chi sei, ma io sono qui, non mi esprimo neanche).

Simon Spier (interpretato da Nick Robinson, che avevamo già visto in Noi siamo tutto, clicca qui per la recensione) all’apparenza è un ragazzo come tanti.

La sua è una di quelle famiglie da pubblicità della Mulino Bianco, con tanto di serata film settimanale. Ha una madre e un padre fantastici (JenniferGarner e Josh Duhamel), che gli chiedono consigli su cartelli contro il patriarcato e video di famiglia, e una sorella appassionata di cucina che lui sostiene anche quando lei cerca di avvelenarlo.

Simon ha anche tre migliori amici, (Katherine Langford, Alexandra Shipp e Jorge David Lendeborg Jr.) con cui “fa tutto quello che gli amici fanno”, che a quanto pare include bere caffè freddo e guardare film degli anni ’90 però io non sono un’esperta quindi boh.

Insomma Insomma tutto nella norma, tranne per un piccolo grande dettaglio: Simon è gay.

Nessuno lo sa e Simon conduce la sua vita come se nulla fosse, ma è evidente come questo segreto pesi su di lui e non gli permetta di essere completamente se stesso, neanche con i suoi migliori amici.

Tutto cambia quando sul blog della scuola viene postato un messaggio in cui Blue (nome di fantasia duh) ammette di essere gay.

Simon decide di contattarlo (sotto lo pseudonimo di Jacques) e i due iniziano a scriversi di continuo e Simon passerà tutto il tempo a fantasticare su chi Blue possa essere così da confessargli il suo ammmore.

Le cose si complicheranno quando Martin (interpretato da Logan Miller) leggerà le mail e minaccerà Simon di renderle pubbliche, a meno che non lo aiuti a uscire con una delle sue amiche. Se non si è capito Martin è un idiota e non si merita di respirare la stessa aria di Simon.

Non è chiaramente un film da Oscar, si tratta pur sempre di una teen comedy, ma Tuo, Simon è decisamente un fenomeno culturale. Per la prima volta, in un film “mainstream” un omosessuale fa da protagonista, invece che essere la solita macchietta un po’ stereotipata che ci propinano da anni in nome del politically correct. Inoltre trattandosi di un film rivolto agli adolescenti, fornisce anche un punto di riferimento per chi si trova in una situazione simile a quella di Simon.

Menzione d’onore va alla colonna sonora, interamente curata da Jack Antonoff (Bleachers), che da’ carattere al film e in cui troviamo artisti esordienti come Amy Shark e Khalid, ma anche il re del queer pop Troye Sivan.

Bene, ora che sapete di che si tratta non vi resta che andare al cinema.

Buon divertimento e non scordate i fazzoletti!

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