Handmaid’s Tale – La guerra è appena cominciata [SPOILER]

Tra la fine di serie tv e depressione post-Marvel, non ci siamo certo dimenticate della nostra June Osbourne.

Dopo un anno esatto dalla messa in onda della prima stagione, la serie televisiva pluripremiata è tornata, e per l’occasione Hulu ha rilasciato i primi due episodi  in contemporanea, seguiti poi questa settimana da un terzo che ci ha letteralmente tolto il fiato. Quindi, prendete posto, preparatevi magari un thè, perchè Hulu non delude e la cavalcata fino alla fine sarà lunga.

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Si riprende con tre episodi alquanto profetici:  “June”“Unwomen” e “Baggage”.
La storia riprendende esattamente da dove ci eravamo lasciati: Offred viene portata insieme ad altre ancelle a Fenway Park dove stanno per essere giustiziate per impiccagione, come conseguenza al rifiuto delle ancelle  di lapidare Janine.
L’esecuzione ha come scopo quello di inculcare terrore psicologico nelle ragazze per poi rieducarle nuovamente, sempre per mano di Zia Lydia.

 

Alla tortura mentale segue quella fisica, dalla cui June scampa solo perché viene scoperta la sua gravidanza. Da qui  parte una muta guerra tra lei e Zia Lydia, dettata principalmente dalla Zia che ricorda all’ancella che ci sono modi per punirla anche nelle sue condizioni.

Ritroviamo anche Serena Joy  e  il Comandante Fred, dai quali l’ancella riesce a liberarsi con l’aiuto di Nick. Offred si libera anche della sua identità di ancella:  brucia i vestiti, si taglia i capelli e in una scena davvero non adatta ai deboli di stomaco, si recide un pezzo di orecchio pur di liberarsi di ogni segno di quella prigionia, compresa la targhetta rossa.

Oltre a proseguire il racconto della protagonista, in questa stagione si espande lo sguardo anche su altri luoghi, come le Colonie, dove le prigioniere vengono condannate a lavorare a diretto contatto con le terre contaminate dalle radiazioni.

Qui ritroviamo Emily, che sembra prendere sempre più importanza all’interno della trama. Anche di lei ci vengono regalati finalmente dei flashback e basta metterle un libro in mano che è subito Rory Gilmore. (Poi per girare il coltello nella piaga, Emily ci ammazza senza fare una piega zia May Marisa Tomei, che nella trama ci sta tutta eh, ma non si fa così! Non ci siamo ancora riprese da Infinity War!)

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Scopriamo anche che oltre ad Emily, confinata in una delle Colonie è anche un personaggio che chi ha letto il libro conosce molto bene, ovvero la madre di June, interpretata da Cherry Jones. Femminista convinta, che sia nella serie che nel romanzo sembra avere un ruolo chiave in alcuni flashback della protagonista.

Non mancano anche scene dedicate al Canada, dove Luke e Moira cercano di trovare un nuovo equilibrio, ricreando una fragile normalità; cosa che risulta particolarmente difficile alla donna, che non riesce ancora ad affrontare totalmente il passato.

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In conclusione, dopo una prima presa di posizione femminista, portata avanti sbattendo in faccia al pubblico un futuro paurosamente veritiero, The Handmaid’s Tale sembra finalmente cominciare a spostarsi sempre più sul versante attivista. Perché  non importa chi sei, cosa sei o chi credi di essere: quello che conta è combattere, far sentire la propria voce contro l’oppressione.
Ovviamente, questi primi episodi sono andati fin troppo bene alla nostra June.

Il finale del terzo ci riporta con i piedi per terra. Perchè siamo solo all’inizio.

Vi lasciamo al trailer del quarto episodio e come sempre …

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