This is us. Queste altre invece sono le mie lacrime.

Scusate, proprio non riusciamo ad abbandonarlo il tema dell’acqua.

La forma di questo elemento questa volta è quella delle nostre lacrime.

Abbiamo visto l’ultimo episodio di This Is us.

Dopo un anno e mezzo passato ad aver paura di questo momento e dopo una settimana passata a piagnucolare ogni volta che in televisione veniva nominato il Super Bowl, ci siamo fatte coraggio (inutilmente, perché non ci è bastato) e abbiamo guardato LA puntata.

Per quanti coloro non conoscessero la serie, mamma Serena è qui per accogliervi e introdurvi a un fantastico mondo di sofferenza. Per coloro che invece sanno esattamente di cosa sto parlando e cercano consolazione, ci vediamo a fondo pagina, nella nostra solita sessione spoiler.

Dunque, nuove leve, This is us è una serie tv che parla di famiglia. Una bellissima famiglia. Ma ciò che è suggestivo, è il fatto che quel particolare titolo, che si riferisce ad una delle filosofie della serie, in realtà risulta possedere una connotazione più ampia, poiché riesce a far immedesimare (anche solo in piccola parte) ogni singolo spettatore. Sembra dirci “questi siamo noi” nel senso di “queste sono davvero le persone e la vastità infinita di problemi e sentimenti che è in grado di affrontare”. E ciò è possibile grazie alle svariate tematiche che la serie tratta con un’umanità e una semplicità commovente (nel senso stretto del termine, preparatevi ad affrontarla con accanto pacchetti interi di fazzoletti). Bullismo, adozione, razzismo, dipendenze, lutto, sono solo alcuni dei temi su cui i Pearson sensibilizzano il pubblico.

Kate, Kevin e Randall sono tre fratelli. I primi due gemelli, il terzo adottato lo stesso giorno di nascita dei due Kappa, a seguito della morte del terzo figlio dei genitori, durante il parto plurigemellare. A optare per l’adozione di quel bambino abbandonato in fasce, è stato sin da subito Jack, senza neanche contemplare l’opinione della moglie Rebecca, la quale restia in un primo momento alla scelta del marito, si fa convincere e trasportare in questa nuova avventura dall’ uomo che ama. Esemplare e amato padre di famiglia, Jack (interpretato da Milo Ventimiglia) viene descritto come l’uomo perfetto, paziente, buono, altruista.

In pratica tutto ciò che, col senno di poi, Rory Gilmore (che se sta a magnà le mani) non si merita.

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L’intera storia di questa famiglia viene raccontata attraverso due filoni temporali differenti. Il principale vede i nostri 3 fratelli protagonisti affrontare la loro vita adulta; il secondario invece la loro infanzia e adolescenza.

Questa scelta narrativa ci permette sia di affrontare con diversi punti di vista le tematiche e di coinvolgere una più ampia fetta di pubblico, che riuscirà a identificarsi in un personaggio nel momento in cui di esso ci viene presentata l’età più vicina a lui. Sia, in fatto di trama, di anticiparci la sorte di uno dei personaggi. Dalle primissime puntate, infatti, capiamo che prima o poi dovremmo affrontare (come fanno anche i protagonisti, sia nel passato che nel presente) la morte prematura dell’uomo di cui riusciranno a farci innamorare: Jack.

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Durante il corso della prima stagione, Jack viene descritto come un eroe anche per il modo e il motivo per cui è morto, ma esso ci viene tenuto nascosto.

Fino allo scorso episodio.

 

SPOILER.

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Eccoci amici.

Vedete, credevo che le lacrime versate durante queste due stagioni, mi avessero prosciugato abbastanza, almeno da non dover stoppare l’episodio ogni 10 minuti per asciugarmi le lacrime che mi impedivano di leggere i sottotitoli.

Ovviamente mi sbagliavo.

Ma facciamo una scaletta dei momenti che mi hanno fatto incominciare a singhiozzare talmente forte e rumorosamente, che la signora che abita al piano di sotto ha incominciato a battere la scopa sul soffitto per farmi smettere.

  1. A differenza dei personaggi rappresentati nel passato, tu sai che Jack quel giorno morirà. Ciò dunque mi ha portato a disperarmi nel momento in cui ho sentito Louie il cane piangere da dentro la casa in fiamme. Sapevamo tutti che Jack era talmente buono che sarebbe tornato dentro per prenderlo (capito film indie? Ogni tanto gli animali si possono pure salvare).Le lacrime sono aumentate quando le fiamme hanno incominciato a divampare nella stanza dalla quale Jack era entrato e sarebbe dovuto uscire.Alla scena è seguita un “vaffanculo” bagnato di lacrime e di disperazione, quando Jack è uscito vivo dalla casa.
  1. Quando ci rendiamo conto che Jack ci ha messo tanto ad uscire di casa non solo per salvare il cane, ma per salvare anche i ricordi più preziosi (la cassetta registrata di Kate, la collana di Rebecca, gli album di foto), mostrati nel momento in cui Kate e Randall si mostrano tristi per la perdita della casa. Quasi a dimostrare che “casa” in realtà è la famiglia.
  1. La morte effettiva di Jack. Penso che i creatori abbiano pensato che la vicenda non fosse già abbastanza triste di per sé e che sarebbe stato carino mostrarcela nella maniera più dolorosa possibile: con Rebecca che consola i figli dicendo che torneranno presto a casa e lo spettatore che vede in secondo piano le infermiere affrettarsi a soccorrere Jack. TU SAI COSA STA SUCCEDENDO, MA I PROTAGONISTI ANCORA UNA VOLTA NO.
  1. La barretta di cioccolato. E qui non aggiungo niente.
  1. La reazione di Rebecca. Il medico che annuncia la morte di una persona cara ad un famigliare, è una scena che è stata mostrata centinaia, migliaia di volte nel mondo del cinema e della televisione. Ma sinceramente non mi era mai capitato di vedere una reazione così complessa. Ore e ore di applausi a Mandy Moore.

In realtà amici, ammetto di avervi ingannato. Avevo promesso che in questa parte di spoiler, ci sarebbe stato un po’ di consolazione. La verità è che non posso consolarvi, né consigliarvi come smettere di piangere perché io in primis non ci riesco io.

Arrivederci Jack, continueremo ad amarti e a sentirci ancora parte dei Pearson, da oggi forse un pochino di più condividendo una piccola parte del loro dolore.

 

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