The Post o come Meryl Streep ottenne un’altra nomination all’Oscar- No SPOILER

Nelle sale italiane arriva un appuntamento, ormai quasi annuale, del cinema americano: il film sul giornalismo.

Ne siamo sorprese? No.

Potremmo stare qui a parlare tutto il giorno di film che raccontano qualche inchiesta scabrosa, che solitamente ha a che fare con un “Top Secret” scritto a lettera cubitali su qualche cartella piena di documenti, che si ritrovano nelle mani di persone che la divulgheranno al mondo. É un classico negli Usa come lo è il Cinepanettone in Italia.

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Il successo di questi film è tendenzialmente altalenante: negli ultimi anni ci ha fatto innamorare “Il Caso Spotlight”, poi vincitore del premio Oscar per il Miglior Film nel 2016, e ci ha convinto davvero poco Truth- Il Prezzo della Verità, che ha riportato al genere Robert Redford.

Quindi, anche considerando il cast stellato e la regia, non ci aspettavamo un brutto film, ma The Post non era decisamente il titolo più atteso dell’anno. E tutto considerato siamo parecchio colpite.

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Riassumendo brevemente la trama: 1971- Katharine Graham, a capo del Washington Post, e Ben Bradlee, direttore del giornale, mettono le mani su quelli che saranno chiamati Pentagon Papers, una serie di documenti riservati che non sono altro che una serie di informazioni scomode sulla guerra in Vietnam, al tempo ancora in corso. I due, ostacolati da membri importanti della rivista, che non vedono di buon occhio una donna al comando, e dal Governo, che non è esattamente contento della pubblicazione di informazioni riservate, dovranno decidere se proteggere la libertà d’espressione o permettere a Nixon di insabbiare tutto.

Il film è un ottimo mix di elementi ed argomenti e questo aiuta a rendere il tutto meno pedante e retorico; i primi minuti di questo genere di film sono come una spada di Damocle che pende sulla testa, ma devo ammettere che sono stata col fiato sospeso già nei primi 10 minuti di film senza neanche rendermene conto, cosa ben difficile in un film dove, almeno in linea generale, sai già dove si andrà a parare.

The Post, inoltre non è solo un film sul giornalismo, ma anche un film su una figura femminile che ha fatto storia: Kat Graham è stata la prima donna a capo di un giornale, ha ottenuto un lavoro che in principio neanche desiderava; è passata da figlia del proprietario, a moglie del proprietario a proprietaria. Il Washington Post era il suo giornale, che era una cosa non da poco negli anni Settanta. C’è una sorta di orgoglio femminista nel vederla acquisire confidenza e comprendere che tipo di potere detiene. Il momento in cui la protagonista alza la mano per interrompere coloro che non hanno fatto altro che cercare di scavalcarla è stato goduria PURA.

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Il suo filone narrativo viene ben contrastato da quello di Bradlee, che è scanzonato e irriverente e decisamente poco preoccupato delle conseguenze delle sue azioni. I due formano una combinazione interessante: amici sì, ma niente effetto Superchicche o BFF; si rispettano a vicenda, si supportano, ma non sono sempre d’accordo come di solito accade in film simili.

Ci sono cose che non funzionano? Una.

Forse Spielberg si è beato troppo della presenza sul set di due divinità del cinema: in alcuni momenti sembra che inquadrature o scene servano più a dimostrare le capacità attoriali dei protagonisti piuttosto che essere funzionali al racconto, sono momenti che stonano all’interno di un film dai ritmi così ben scanditi e tendono a farci perdere momentaneamente l’attenzione.

Concludiamo dicendo che abbiamo parecchio apprezzato la colonna sonora di John Williams, che non delude mai e che da un gran ritmo al film e che la strizzata d’occhio a Tutti gli Uomini del Presidente è stata parecchio gradita.

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Riassumendo The Post è un film eccelso sotto molti punti di vista, nonostante ricalchi dinamiche già viste. Il cast non delude e Spielberg riesce così a consegnarci un altro buon prodotto. Un film che non si perde in chiacchiere inutili e che racconta la storia in modo accurato senza essere eccessivamente prolisso e ridondante.

Noi vi lasciamo il trailer e aspettiamo, come sempre le vostre considerazioni in proposito.

 

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