L’Ora Più Buia e l’anno in cui il cinema si muoveva tra Dunkirk e Dover- NO Spoiler

Archiviato il capitolo Pan (capitolo brutto, molto brutto) Joe Wright ha deciso di puntare ad un biopic per il suo ritorno in carreggiata. La scelta è ricaduta su Winston Churchill e il titolo del film è L’ora Più Buia, uscito in Italia il 18 Febbraio ed ecco cosa ne pensiamo noi mutande sfigate.

Partiamo dalla trama, anche se la storia generale della Seconda Guerra Mondiale è chiara a tutti. Il film copre l’arco di circa 20 giorni: Churchill diventa, per sommo dispiacere di compagni di partito, re, avversari politici, Hitler e chi più ne ha più ne metta, Primo Ministro. Il periodo non è dei migliori: la Francia sta per essere conquistata da Hitler e l’esercito inglese non è in gran forma, molti vorrebbero firmare un accordo con la Germania, ma il caro vecchio Winston non sembra propenso all’idea.

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Cominciamo dicendo che è un film di spessore, letteralmente: ritmi lenti e durata non indifferente, ma se avrete pazienza non ve ne pentirete.

Winston Churchill è interpretato in maniera magistrale da Gary Oldman (che quest’anno molto probabilmente si porta a casa l’Oscar), accompagnato da un cast altrettanto sorprendente, che è riuscito a sostenere il protagonista nel suo ruolo senza sembrare un insieme di macchiette senza spessore alcuno.

Il politico fa il suo ingresso in scena come il gangster di un film, col sigaro che si accende nel buio, poi le tende si aprono e capiamo che sono le 7 di mattina e ci rendiamo conto fin da subito che Churchill è composto al 50% da sarcasmo e cinismo e il resto è tutto alcool, fumo e una lunga serie di cattive abitudini che vi lasceremo scoprire in sala.

Il film è retorico, fondato sul dialogo, sulle parole, sulle alleanze e i complotti, per questo noi della guerra di cui si decidono le sorti non vediamo che qualche scorcio. Il film innalza il coraggio di una nazione, ma non sfocia mai nel patriottismo eccessivo.

La grandezza del film sta nel creare aspettativa nell’attesa di eventi che sono tutt’altro che sconosciuti; è una storia che ti fa sporgere in avanti quasi a provare ad entrare nello schermo, afferrare Churchill per il colletto e intimargli con voce isterica “Cosa stai per fare? COSA STAI PER FARE? DIMMELO UOMO!”

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A una tale atmosfera contribuisce sicuramente un reparto tecnico che ha fatto un lavoro eccelso: la fotografia è stupenda e le inquadrature a piombo (che sono un’arma a doppio taglio) non sono superflue e tolgono il fiato. Costumi e scenografie di altissimo livello e un lavoro al make-up di Kazuhiro Tsuji (che ha curato il trucco de Il Misterioso Caso di Benjamin Button per capirci) che qui è andato oltre le nostre più rosee aspettative.

Onestamente non vediamo l’ora dell’edizione home video per poter rivedere tutto in lingua originale, perché a quanto ci hanno comunicato la visione in inglese sarà ancora più spettacolare. Fateci sapere se l’avete visto o se intendete recuperarlo nei prossimi giorni. Noi non possiamo fare altro che dirvi di correre a vederlo, prima di perdervi un capolavoro!

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