The Defenders o Associazione Vigilanti di Quartiere – NO SPOILER

C’era una volta in una città felice e spensierata… No. Storia sbagliata.

C’era una volta in una New York catalizzatrice dei problemi di un universo intero (perché ammettiamolo, con tutto il mondo a disposizione tutto lì succede) 4 vigilanti che volevano essere migliori amici che odiavano il lavoro di squadra.

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Forse è proprio per questo che i 4 protagonisti ci mettono un bel pezzo a trovarsi, d’altronde all’inizio la situazione non è certo entusiasmante:

  • Matt “Diavolo di Hell’s Kitchen” Murdock ha appeso le corna al chiodo e sfoga la rabbia in tribunale con arringhe al veleno.
  • Jessica Jones ha una vita che è un pendolo che oscilla tra whiskey e whiskey con caffè.
  • Luke Cage, dobbiamo concederglielo, prova a divertirsi per 5 minuti appena uscito di prigione, ma proprio non ce la fa.
  • Danny Rand è l’unico a non aver chiuso baracca e ad usare un jet privato per rincorrere super-cattivi.

Diciamo pure che se la super-segreta organizzazione di cattivi fosse stata un po’ meno palese e un po’ più occulta tutti sarebbero andati avanti per la loro strada senza accorgersi di nulla.

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Per fortuna non è andata così e quindi Luke Cage e Danny Rand sono finiti a prendersi a cazzotti in un vicolo e Matt Murdock si è ritrovato “per caso” ad essere l’avvocato di Jessica Jones. E se questo vi sembra strano aspettate di sentire il resto.

Perchè il primo incontro tra questi eroi  è tutto fuorché idilliaco.

Luke e Danny litigano come due bambini all’asilo: di certo non aiuta il fatto che il primo punti il tutto su “tu sei bianco, io no” e che il secondo non faccia altro che ripetere al mondo “Io sono l’Immortale Iron Fist”, accompagnato dal solito spiegone sul sovrannaturale, che nessuno ha voglia di sentire (DannyBello qui la situazione va a rotoli, di K’un-lun non importa niente a nessuno). In tutto ciò Claire fa la maestra e placa gli animi e Colleen si trattiene dal decapitare tutti a suon di katana.

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Dall’altra parte abbiamo invece Matt col suo fare da buon samaritano e Jessica con la sua acidità a battibeccare come una vecchia coppia di sposi in un distretto di polizia. I due poi cominciano a seguirsi a vicenda per le strade di New York, pedinamento che si conclude quando Matt Murdock ritorna alla sua brutta abitudine di saltare sui tetti.

Vi prego qualcuno gli insegni ad usare l’ascensore.

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Non il migliore degli inizi, ma se gli Avengers insegnano qualcosa è che le squadre di eroi ci mettono un po’ ad ingranare la marcia e che rischiare di farsi ammazzare può essere considerato un ottimo collante.

Un’altra cosa può essere considerata un ottimo collante: Stick.

Non lui come persona, ma i guai che ogni volta che compare lo seguono come le telecamere seguono il dramma a Temptation Island. Quell’uomo attira problemi che manco Harry Potter nei suoi giorni peggiori.

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Lo amo troppo.

Non so come fa, ma ogni parola che esce dalla sua bocca è una frecciatina. O una parolaccia. Il suo sarcasmo è come un lanciarazzi: non risparmia nessuno.

“Amici” e nemici.

Parlando di nemici “la Mano is coming to town” e la situazione non è buona. Come ho già detto, tutti a New York si sono dati appuntamento, in primis Madame Gao che con un guizzo da giovincella arzilla arzilla torna a scartavetrare quello che sapete voi.

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La accompagnano altri loschi figuri , ma visto che non si spoilera qui parlerò solo di Alexandra, la donna rosssha mostrata nei trailer che quanto la odio lei e quella calma apparente e il suo vizio di dar da mangiare ai piccioni e di comparire alle spalle come un cavolo di ninja che probabilmente è.

E vi avviso gli altri non sono più simpatici. Anzi. A confronto lei quasi mi fa tenerezza. Almeno se è psicopatica se lo tiene dentro e non mi fa venire i brividi con frasi o azioni dal dubbio gusto.

Poi c’è Elektra. Lei mette ansia.

Tanta.

Se poi la shippi con Matty come me pure troppa.

Troppo carini anche Danny e Colleen.

Se infine uniamo Ship e Broship mi scoppia il cuore e vengono fuori i coriandoli.

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Jessica e Matty che vedono il mondo così male da far sembrare il pessimismo cosmico di Leopardi una barzelletta.

Le combo di Danny e Luke.

Danny che fissa Matty con la classica faccia da “Teach me Sensei!”

E niente mi sono sciolta come si scioglierebbe Olaf il 15 di Agosto. C’erano così tanti feels, che ho aspettato 24 ore prima di scrivere questa recensione sperando che mi passasse. Sono peggiorata. Grazie fanfiction.

Ok. Ora smetto di fangirlare e faccio la persona seria. Altrimenti continuo a dare a tutto ciò che ho visto del carino fino a domani. Anche perché è il momento di trarre le conclusioni oggettive (più o meno).

TRAMA

Io capisco le critiche di coloro che dicono che visto che Matt, Luke e Jessica sono eroi urbani tutto è troppo sovrannaturale e si perde un po’ l’essenza di tutto, ma seriamente cosa vi aspettavate dopo l’ingresso in scena di uno che ha un pugno che brilla e che va in giro dicendo a tutti di essere stato addestrato da monaci in una mistica città e di aver combattuto un drago? Si era capito che per questa reunion il tutto avrebbe preso una piega un po’ più anormale. E a dire la verità a me non è dispiaciuta.

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All’inizio ci mette un po’ ad ingranare, non tanto il primo episodio, che ci da un po’ di prospettiva sui protagonisti, ma il secondo è davvero pesante; però dopo tutto scorre davvero liscio e ammetto di aver visto tutto in maniera spedita. Certo, non mancavano i tempi morti; soprattutto le scene con i membri della Mano sono state portate troppo per le lunghe e tutta la sfilza di amici dei protagonisti che si piangono addosso si poteva evitare in favore di scene che funzionavano meglio, ma in conclusione non sono mancati i momenti divertenti e scene dai feels strabordanti.

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PERSONAGGI

Paradossalmente quello che sembra funzionare di meno è Iron Fist. Lui è una parte fondamentale della storia e in scena funziona molto bene, ha dei bei ritmi, bei dialoghi, ma a volte sembra un po’ troppo vittima degli eventi. Anche Jessica funziona benissimo, ma il suo personaggio è quello che forse è inserito nel contesto in modo più palese. Nella situazione ci si ritrova per caso. Troppo per caso.

Luke e Matt sono i due inseriti meglio, il perché si trovano in una stanza con altre 2 persone dalle qualità non ordinarie per combattere la Mano è legata a doppio filo con ciò che hanno fatto nei loro show: neanche per un secondo ci viene da pensare che non sia una battaglia che devono essere loro a combattere.

Infine mi è dispiaciuto un sacco per i personaggi secondari, capisco che con quattro protagonisti tutto diventa più difficile, ma gli show fatti fino ad ora sono stati così belli anche grazie a loro e recluderli in un angolo a fare la calza non è stato molto entusiasmante da vedere.

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REP. TECNICO

Per quanto riguarda la regia the Defenders pesca a piene mani dagli show precedenti.

Davvero belle le luci, con i colori predominanti che cambiavano in base al “supereroe” presente in scena e che si mischiavano in modo molto equilibrato quando tutti si riunivano. Molto interessante anche l’idea degli antagonisti spesso circondati dal bianco, nonostante i toni tendenzialmente scuri dell’ambientazione.

Mi sono piaciute tantissimo le musiche, che spaziavano dalla musica classica al rap, creando una bella atmosfera, come già era stato fatto nella prima stagione di Daredevil.

CONCLUSIONI

La serie apre le porte alla fase due di Marvel per Netflix. Davvero un’ottima conclusione della prima fase e ci lascia con la voglia di sapere cosa succederà ai nostri eroi dopo il finale. Nonostante qualche problemino è stata davvero bella da vedere, piena di momenti divertenti e combattimenti assurdi.

E purtroppo ora non ci resta che aspettare. Il primo show di Marvel ad approdare su Netflix sarà The Punisher, probabilmente entro la fine dell’anno.

Dovrebbe seguire la seconda stagione di Jessica Jones entro Marzo, seguita poi dalla terza di Daredevil la prossima estate. Non sappiano se poi toccherà a Luke Cage o ad Iron Fist.

Noi siamo già in astinenza.

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