“Annabelle2 : Creation” – Storia di una bambola brutta e del demone che le insegnò a volare [ANTEPRIMA]

Per qualche giorno il Gff è stato invaso, oltre che dalle caramelle, da una quantità industriale di queste dolcissime maschere/palette/ventagli/armi per farsi spazio sul blue carpetbdbebd5d-2532-45b1-888b-b61c406a9a9f-e1501110392789.jpg

Distribuite con la funzione di pubblicizzare l’anteprima di ‘Annabelle 2: Creation’, si sono rivelate degli strumenti dalle grandi potenzialità.

Ma procediamo per gradi.

Annabelle 2 è il prequel dell’omonimo film del 2014, record di incassi quanto di banalità e prevedibilità: è la storia di una bambola brutta, ma veramente brutta, che, posseduta da un demone, rende un inferno la vita di una felice famigliola con pessimi gusti in fatto di bambole.

Annabelle 2: Creation, come suggerisce il titolo, spiega come questa bambola sia diventata tanto orribile e pericolosa (si scoprirà che orribile, in realtà, lo è sempre stata).

Bambole possedute, demoni, case infestate…vecchie storie insomma, perfetto per una dormita in sala.

Ma, dopo una giornata tra 246898243839 maschere e questa bambolina che passava da una parte all’ altra della cittadella per servizi fotografici che la fashion week di milano in confronto è la sagra della polpetta, spinta non so se dal sonno, dall’ astinenza da horror o dalla voglia di farmi due risate, sono andata a vedermi questo maledetto film.

Insieme a me in questa avventura si sono arruolati due compagne mutande (una super carica, l’altra un po’ meno, ma a caccia di risate) e alcuni prodi destrieri dalle urla degne di una vera principessa.

L’esperienza si è rivelata migliore di ogni aspettativa.

La sala è gremita di tredicenni in cerca di forti emozioni: vengono subito accontentati quando, ancor prima dell’inizio effettivo del film, le luci si oscurano e la regia fa partire un urlo random per entrare nel mood.

Non tutti questi ragazzini sono riusciti ad arrivare alla fine del film, ma ringraziamo quelli rimasti perché con le loro urla sono stati una fonte immensa di risate.

Ma torniamo al film: il fabbricante di bambole Samuel Mullins e sua moglie Esther, diversi anni dopo aver perso la loro figlioletta in un incidente, decidono di ospitare gruppo di orfane insieme ad una suora, sorella Charlotte, nella loro grande casa coloniale piena di misteri.

Ancor prima di poter dire “non aprire quella porta CHE TI E’ STATO DETTO DI NON APRIRE”, ecco che una delle orfane, Janice, apre la porta (ma dai…) e libera le forze maligne imprigionate nella a noi ormai cara bambola Annabelle.

Da qui il film prosegue grazie allo spiccato masochismo delle nostre protagoniste, che con grande acutezza vanno incontro ad ogni tipo di pericolo, tra messaggi in codice, riti esorcizzanti e corpi mozzati.

A salvare una trama molto prevedibile vi sono la fotografia e le inquadrature, che riescono a creare tensione persino in una bambola immobile e che diventano davvero intriganti nel figurare le varie zone della casa. Un horror che è dunque un “piacere” per gli occhi.

Rispetto al primo film inoltre i personaggi sono dotati di una certa caratterizzazione: non possiamo non essere emotivamente coinvolti dal destino di una cazzutissima suora e del legame tra Janice e la sua migliore amica.

La visione del film è stata tra l’altro impreziosita dalla nostra collega mutanda che nei momenti più critici ha aumentato il livello di religiosità in sala con i suoi commenti tecnici (GESÙ)

 

Bonus della serata: le famosissime maschere/palette ecc. ecc. rivelano il loro scopo più profondo quando l’altra collega mutanda, a film terminato, decide di utilizzarle per strappare un ultimo urlo alla povera spettatrice seduta davanti a noi, traumatizzandone l’esistenza. (chiunque tu fossi, perdonaci, ma è stato bellissimo)

 

Che dire, sicuramente Annabelle 2 non propone nulla di nuovo, ma rientra nei rari casi in cui il secondo capitolo è migliore del primo, superandone le aspettative.

Merita pertanto la visione, all’orario giusto, magari, e con le persone giuste, anche.

 

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