“Prima di domani”, ma se insisti anche prima di subito [ANTEPRIMA]

prima di domani

Noi LoserPants, ci teniamo all’economia dei nostri assidui lettori, (anche perché per il momento si fermano ai nostri genitori) dunque, con questa semi recensione, speriamo di farvi risparmiare i soldi del biglietto, che siamo sicuri possiate spendere per un film migliore di questo.

Il film è stato proiettato in anteprima al Giffoni Film Festival.
Spinte dalla curiosità , bramose di usufruire dei privilegi da giurati e vogliosi di commenti ignoranti dopo gli elementi Kafkiani che si riscontravano in tutti i film da ormai l’alba dei secoli; abbiamo prenotato un biglietto.

Ma la cupidigia è un peccato capitale, e a soli quindici minuti dall’inizio del film abbiamo capito che probabilmente la  visione della pellicola era la nostra punizione.

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La protagonista del film, interpretata da Zoey Dutch, si chiama Sam ed è la classica  liceale perfetta, molto Rory Gilmore.

Perfetto è il suo fidanzato.
Perfette sono le sue tre migliori amiche.
Perfette sono le rose che riceve il giorno di San Valentino.

Perfetta è la rottura di coglioni che ti provoca tutta questa perfezione.

La perfezione però si interrompe quando, di ritorno da una festa, l’auto nella quale viaggiano ste Bratz dei poveri le quattro amiche, finisce fuori strada.

Tuttavia, il giorno seguente, Sam si risveglia nella propria camera.
Capisce subito di star rivivendo lo stesso identico giorno.
Inizia così un loop temporale nel quale solo la protagonista sembra rendersi conto della ripetitività degli avvenimenti; che la costringono ad impegnarsi per trovare un modo per porre fine a questo inferno (no, stavolta parlo di quello che vive Sam, non di quello dello spettatore).

La storia è banale, la sceneggiatura di più.

Si passa da momenti pseudo-commoventi (più noiosi di due giorni senza omicidi per Sherlock) durante i quali, la protagonista, senza alcuna ragione, si sente in dovere di elencare i motivi per cui vuole bene alle sue amiche; sì anche alla bionda, copia poraccia di Regina George; a totali flop narrativi, come l’elenco dei MUST MOMENTZ di ogni liceale AKA pomiciare, ballare e bullizzare.

Simposio perfetto del tutto prende forma quando, mentre la sottoscritta lacrimava per la disperazione, nell’attimo più “drammatico” della storia; una di noi scoppia a ridere mentre in sala regna un silenzio tombale, probabilmente dovuto allo shock, tanto era imbarazzante la scena appena conclusa.

 Detto ciò:  la colonna sonora sarebbe risultata anche piacevole; peccato che le canzoni siano poste totalmente a caso lungo tutta la durata del film.

La fotografia gioca solo su tonalità fredde e non si capisce se si voglia emulare l’atmosfera cupa e trash di Pretty little liars o quella di Twilight (che comunque messo a confronto meriterebbe un Oscar a mani basse).

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I messaggi, che alla fine arrivano agli spettatori, sono uno più nocivo dell’altro:

-Non sei una vera donna prima della perdita della verginità.

-Solo facendo la stronza diventi popolare.

-E’ giusto seguire la massa

-Ancora non hai fatto sesso? Muoviti!

-Prego bullizza completamente randomly il prossimo, tanto poi all’ultimo secondo ti lavi la coscienza, provocandogli probabilmente minimo quindici anni di analisi, ma che vuoi che sia.

Ai titoli di coda di questa tortura, sono seguiti 15 minuti di applausi; ovviamente dedicati ai giurati che sono riusciti a rimanere fino alla fine,eh.

Siamo solo molto felici che l’attrice non fosse in sala, perchè siamo delle vipere, ma non così cattive dei blockbuster dei guai altrui.

Sperando di aver supportato le finanze di qualcuno,

 

Saluti,
La redazione!

 

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