“Cat Skin” – Film banali e dove trovarli [RECENSIONE]

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Cat Skin è un film presentato al fiducioso pubblico giffoniano, che tanto si aspetta date le recensioni positive e il ricordo ancora indelebile del film in concorso l’anno precedente “Die Mitte, Der Welt” (Mio Jakob, hai aumentato le nostre aspettative su film di genere). La batosta dunque nel vedere il film è stata grande.

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Pochi i punti a favore del film, buona regia e bellissima fotografia.

La sceneggiatura, invece,  lascia la redazione confusa e annoiata, e, nel finale, desiderosa di risposte da parte del regista (gioia negata dallo staff del festival che notando la forte critica che stavamo per smuovere, l’ha bloccata sul nascere).

Ci si chiede nello specifico come da un mucchio di cliché e una serie spaventosa di stereotipi, possa nascere un film.

Il film si apre con  Cat, una studentessa di fotografia, e il suo gatto che risulta essere la sua unica compagnia e il suo soggetto fotografico preferito.  La ragazza, capelli corti, piercing alle labbra, abiti maschili, artista e depressa, non poteva che essere lesbica.

Tempo due minuti e la sua triste e monotona vita viene interrotta dalla apparizione paradisiaca di April, ragazza bellissima e solare, che rapisce l’attenzione della giovane fotografa. April diventa soggetto segreto delle fotografie di Cat, in occasione di un incontro allo skate park con Steven, il suo ragazzo. Questo evento porterà al primo incontro delle due ragazze che misteriosamente, e grazie a una forza mistica e divina, si ritroveranno nella camera oscura dove Cat stava sviluppando le foto di April. Ovviamente, con una logica fa invidia ai tempi d’oro di Pretty Little Liars, la ragazza non si spaventa per le foto che le sono state scattate di nascosto, ma ne rimane rapita.

April si allontana sempre di più da Steven e si avvicina sempre di più a Cat, dando inizio a un amore che sboccia travagliato e che sembra essere puro divertimento per la bionda.mqdefault

Tuttavia, ben presto, si nota quanto a questo rapporto tenga anche April, sopratutto quando viene ostacolato dalla madre di quest’ultima che le vieta di rivedere Cat.

Qui avviene la ribellione di April e il suo simbolico passaggio all’omosessualità segnato da una scena inutile e infinita di masturbazione in cui la redazione, sempre più scocciata, si chiede se dietro la telecamera fissa il cameraman non sia svenuto. La scena in questione è la seconda di genere del film, e verrà seguita da un altra in cui si mostra il primo rapporto tra le due ragazze. Esse risultano però assolutamente superflue, quasi come un tentativo di allungare la pellicola per raggiungere i 100′ di film, o di emulare un porno 50 sfumature di Grigio style. dafuq

Ad interrompere il romanticismo dopo la notte di fuoco (solo per loro, perché ancora una volta la staticità della camera ha ghiacciato gli spettatori) delle due protagoniste, ci pensa la madre di April, la quale, scoperto il misfatto, reagisce prendendo Cat e trascinandola  dal letto fin giù dalle scale. Essenziale la partecipazione di April, la quale assiste immobile alla scena e, con la stessa utilità di un caciucco, offre a Cat un lenzuolo bianco con cui la malcapitata vola via (chi avrà visto il film potrà capire).

Le due ragazze si allontanano e assistiamo al commovente momento in cui alla presentazione fotografica settimanale Cat presenta foto di April senza contesto, trattenendo quella più viva che ritraeva le due ragazze insieme.

Colpo di scena! Compare dopo 50 minuti di assenza Steven!!

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L’ex ragazzo di April, dimenticato dai più, incontra magicamente la ragazza, la quale è appena uscita da casa di Cat dopo averci litigato, e si offre di riaccompagnarla alla sua dimora.

Ma sulla via del ritorno, svolta per una strada sconosciuta che porta in un posto isolato dove rinnegando il rifiuto, stupra la ragazza. A questo punto Cat, in una scena tratta da “il Mondo di Patty” versione hip hop, trova per allineamento di stelle e coincidenza la strada in cui Steven ha abbandonato la macchina per portare April nei boschi. Da qui, colta da un improvvisa e mistica consapevolezza dell’avvenuto corre verso gli alberi e placca letteralmente Steven, ferendolo con la sua macchina fotografica. La redazione è sconcertata: come si fa a usare tanta violenza con una bellissima macchina del genere?

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Il nonsense dilaga, ma per lo meno queste scene hanno dato un minimo di spessore e senso al finale di una storia che senso non ne ha.

La pellicola chiude con un tenero abbraccio tra le ragazze con Cat che ha però dopo la lotta con il ragazzo, ha le mani sporchissime.

Voto igiene: 0.

Voto film:

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2 pensieri su ““Cat Skin” – Film banali e dove trovarli [RECENSIONE]

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